La storia di Giovanna: “Il diabete come compagno di vita”

Oggi per il blog “Vitae” ci racconta la sua storia Giovanna Melis, 27 anni di Serramanna.

A soli 15 anni ha scoperto di avere il diabete.

“Sapevo che mio padre era diabetico” racconta Giovanna “ma non avevo mai approfondito nei particolari cosa comportasse. Bevevo l’acqua ma, per quanto mi scorresse in gola, la sete non mi passava lo stesso e per un lunghissimo periodo ho portato la bottiglia d’acqua costantemente sottobraccio. Era tutto così strano che anche non conoscendo i sintomi mi accorsi che qualcosa non andava. Mio padre decise di farmi fare il test con le striscette per rilevare il glucosio nell’urina, ma non avevo aspettato i tempi, vedevo che la striscia non cambiava di colore e così la buttai nel cestino. Ricordo che mio padre mi baciò in testa dicendo “non hai niente”. Invece mia sorella Valentina ci ha fatto notare che la striscia era diventata marrone scuro, e che forse qualcosa non andava. Siamo corsi subito al pronto soccorso e quando mi hanno misurato la glicemia era talmente alta che il glucometro segnava errore. È la seconda volta che ho visto mio padre piangere, mi sono aggrappata a lui e ho pianto anche io.”

Giovanna non sapeva cosa fosse il diabete e, senza dubbio, gli è sembrato tutto un enorme tragedia. Subito dopo è stata ricoverata per due settimane all’ospedale Macciotta di Cagliari.

“Il periodo dell’ospedale per me è stato essenziale” continua Giovanna ”Mi hanno insegnato tutto, e il mio modo di vedere le cose è cambiato. Ricordo ancora le parole della mia diabetologa di allora, la dottoressa Antonietta Zedda, che oggi è ormai in pensione. Mi diceva che il diabete me lo dovevo immaginare come un compagno di vita, che non mi avrebbe fatto del male se io l’avessi rispettato. E potevo farlo facendo del bene a me stessa. Infatti, tutt’oggi, posso dire che da un lato è stato anche positivo per me. Un giorno mio padre mi disse una frase: il diabete ti costringe ad avere uno stile di vita che tutti dovrebbero seguire, solo che gli altri possono scegliere, tu no”.

Infatti, il diabete, ha costretto Giovanna a mangiare meglio, a fare attività fisica costante e a prendersi cura del proprio corpo, cosa che prima non faceva.

“Alle persone che hanno scoperto di avere questa malattia” continua Giovanna “posso dire di non buttarsi giù, perché non è la fine del mondo. È una patologia con la quale si può convivere senza nemmeno troppe rinunce. Si può fare qualsiasi cosa, l’importante è prendersi cura di sé. Dipende da noi sotto ogni aspetto, non è una malattia che decide per te. Puoi intervenire sul suo percorso, tutto dipende da come decidiamo di comportarci. In realtà si tratta di avere rispetto per se stessi, cosa che dovrebbero fare tutti.”

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