Andrea e la crisi lavorativa dei giovani in Sardegna

Pochi giorni fa, sono balzati alla cronaca, dei dati molto preoccupanti sullo spopolamento della Sardegna. Gli articoli che trattavano l’argomento, spesso, puntavano il dito verso il calo della natalità, ma, leggendo più attentamente i dati, è palese che le poche nascite sono solamente un sintomo del reale problema. Il fulcro della questione è sempre lo stesso, la crisi lavorativa giovanile in Sardegna.

Oggi racconteremo la storia di uno dei tanti ragazzi sardi disoccupati, sfatando il sempre più chiacchierato mito dei giovani scansafatiche. Lui si chiama Andrea, ha 33 anni, vive nel cagliaritano e ha sempre fatto di tutto per lavorare. “Ho iniziato a lavorare a 18 anni“ inizia Andrea, ”ai tempi facevo il magazziniere per una famosa ditta di trasporti, entravo a mezzanotte e finivo all’alba. Nei weekend aiutavo in una radio locale nella regia, non mi fermavo mai, ma la crisi non guarda in faccia a nessuno. Dopo due anni, sono andato a lavorare in un’altra ditta di trasporti, sempre passando tutti i weekend in radio. Facevo sempre le notti ma non mi importava, per me l’unica cosa che contava era lavorare. Finito anche con loro mi assunse la radio a tempo pieno, ma, quando dovettero ridurre il personale, rimasi di nuovo a spasso. Da li in poi è stata tosta, ho trovato qualche lavoretto, ma mai niente di fisso”.

La disoccupazione giovanile in Sardegna è del 56,3%. Pensate che nel resto dell’Italia è in media del 37,8%, contro il 18,7% europeo. Capite bene ora, il motivo per cui, la natalità sarda cala sensibilmente da anni. “Sono due anni che mando curriculum dappertutto,“ Andrea è arrabbiato, e ha tutte le ragioni per esserlo, “nessuno mi risponde. Ho aggiunto anche l’ok di lettura per i curriculum che mando via mail, ma nemmeno li leggono, nemmeno quelli che cercano personale. Non so più cosa fare”.

Un altro motivo per cui demograficamente, la Sardegna, è sempre più in calo, è l’emigrazione dei giovani sardi verso le grandi città europee. Ma, visti i dati, sembra una logica conseguenza. “Ho pensato di partire, ma ho visto troppi amici che sono partiti allo sbaraglio senza lavoro o appoggio, tornare senza aver trovato nulla. Non partirò mai senza avere certezze.” Andrea conclude dicendo: “Io non mollo. Certo butta giù il morale non avere mai risposte, però non bisogna mai arrendersi o perdere la speranza”.

Le storie come quella di Andrea sono, purtroppo, sempre più frequenti. Non è facile per un ragazzo essere ancora dipendente dai propri genitori, anzi è frustrante e logorante. Per questo, sempre più giovani, partono fuori alla ricerca di speranze; per questo, sempre più ragazzi, pensano attentamente prima di mettere al mondo un figlio.

La Sardegna, da isola delle meraviglie, assomiglia sempre più ad un luogo desolato senza speranze.

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