A mia Nonna,una lettera sgrammaticata.

Quest’anno gli auguri di questa Pasqua gli voglio dedicare a te , che non ci sei più, che forse mi guardi da un posto dove io non posso vedere o sicuramente no , forse perché io stessa a queste cose stento a crederci. Ho deciso quindi per una volta di usare il mio blog, il mio “Vitae” per una cosa che non riguarda il lavoro , la sensibilizzazione o altre cose che mi tengono attaccata a questo pc più di quanto dovrei, oggi ho deciso di scrivere così , come una normale ragazza sgrammaticata, senza nessuno che si prenda la briga di rileggere il mio articolo e correggerlo, editarlo e pubblicarlo o altre cose professionali che dovrei fare.

Senza seguire i consigli di quelli che mi dicono “Stai attenta a ciò che pubblichi, ormai la gente ti conosce, ti segue e ti giudica” , ma che mi giudichi pure tanto lo fanno comunque , non mi sento arrivata, da quando non ci sei, di strada ne ho fatta tanta e sono sicura che tu saresti orgogliosa di me, tua nipote , quella che di casini nella sua vita ne ha fatto tanti, forse troppi ma quella che ancora non riesce a pensare che tu non sia più qui con noi, sarà quella candela che mamma accende tutti i giorni davanti alla tua foto, o la collana tua che io non tolgo mai di dosso o l’ultima frase che mi hai detto “Torna quando vuoi” che mi fa pensare che tu comunque sia sempre qua con noi.

Pensa che mamma ha accettato anche il tatuaggio che mi sono fatta per te, pensa che follia che c’è in questa casa, protesta per tutti tranne che per il tuo.

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La Pasqua per noi non è mai stata una festa felice, vero Nonna? Già da quel lontano 2011 quando io ragazzina , forse troppo, tornai con il cuore spezzato e tu, che non ti allontanavi dalla poltrona davanti al mio letto, stavi lì perché mi sentivo sola, forse troppo sola anche per capire che tu eri li per me, ma non te ne sei mai andata e come una cantilena ripetevi le cose che avrei voluto sentire “Torna, stai tranquilla che torna”, sapevo che era una bugia ma mi faceva bene che tu, con la tua pazienza continuassi a ripeterle all’infinito, certo poi dopo dieci giorni ti sei stufata pure tu e nella cantilena hai aggiungo “Torna vedrai che torna ma…è meglio che non torni”.

Già ora ci rido e la racconto quasi come una barzelletta ma noi sappiamo che non lo era, anche se ora sappiamo quanto sia stato meglio che non tornasse come avevi detto tu.

Dopo che tu sei mancata, ogni festa ha perso il suo sapore, già la Pasqua non era per noi la festa più bella ma poi anche il Natale , e tutte le altre festività hanno preso la normale malinconia che si acquisisce solo quando perdi una parte di te.

E’ cosi per me , sarà che non ci sei più tu a dire scemenze senza senso o farti prendere in giro per uscite del tutto bizzarre, ma tutta la tua vita era cosi sorprendentemente bizzarra, d’altronde lo eri anche tu.

Certo avrei potuto fare un super post su Facebook con qualche frase della serie “Nonna ci manchi” o qualche cavolata del genere che avrebbe fatto mille like e mi avrebbe fatto crescere nella classifica delle “donne sensibili del web” ma non è questo che voglio.

Ho preferito una lettera a te o forse a me visto che tu non ci sei più, ma non per ricordare agli altri che noi ti pensiamo, no questo non mi interessa, solo perché i veri auguri di Pasqua sono quelli che dedico a te, che nel 2011 quando tutti erano a divertirsi eri lì in quella poltrona, certo dovrei ringraziare anche mamma e papà logicamente perché anche loro erano lì, ma loro non sono ancora morti quindi non mi voglio ritrovare in un abbraccio lacrimoso imbarazzante.

Quindi Nonna la mia Buona Pasqua và a te che mi hai cresciuto, viziata, spavalda, determinata e forte come un leone, un po’ come te, un po’ bizzarra e indecifrabile,malinconica e chiusa agli altri ma con un mondo dentro destinato a quei pochi che sanno capire, che sanno guardare oltre la semplice faccia o la semplice forza, o il semplice coraggio, dedicato a chi mi ha visto piangere o stare male e non è scappato.

Tu avevi dentro un mondo colorato e criptato e così custodisco questo mondo,dove tu ancora ci sei, dove tu ancora ci fai ridere, dove ancora i tuoi occhi non smettono di guardare una bambina cicciottella e imbranata che corre in piazza.

Auguri Nonna.

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