Come far capire agli altri come stai? Storia di una domanda impossibile

Ebbene si, mi trovo a fare il secondo articolo sulla sclerosi multipla nel giro di una settimana, ma ahimè, l’estate è quella stagione che più ci fa patire, come spiegato nell’articolo precedente… tra l’altro, per chi non lo avesse letto, eccovi il link.

Oggi parleremo sempre di SM ed estate, ma da una diversa angolazione, quella del “come far capire agli altri come stai”.

Adesso tutti gli sclerotici avranno alzato il sopracciglio pensando “Si certo, impossibile”, infatti nessuno ha ancora detto che questa cosa sia esattamente fattibile, ma ci proverò comunque. La maggior parte di voi, sicuramente sta passando l’estate come la sto passando io, prigioniera nella stanza del climatizzatore, si perché in Sardegna ancora abbiamo questa brutta abitudine di avere solo alcune stanze climatizzate perché, come dice mia madre, “tanto fa fresco”. Spero che voi non abbiate il mio stesso problema, quello di avere una mamma in menopausa che ha freddo anche con 40 gradi.

Comunque, caso vuole che il condizionatore io lo abbia solo in camera da letto, o meglio nella “camera bella”, quindi la camera dedicata agli ospiti. Quella dove non entra mai nessuno e tanto meno hai intenzione di ospitarci qualcuno. Quindi io mi sono stabilita nell’unica stanca refrigerata di casa mia; inutile dire che i primi giorni la cosa non mi pesava, dormivo, e il tempo volava via cosi, ma ora che è già da un po’ che sono in queste quattro mura e che il sonno dopo giornate intere di letto ha subito una batosta epocale, mi trovo a ragionare sulla vita di noi poveri sclerotici che ogni anno ci ritroviamo come minimo per 3 mesi agli arresti domiciliari, se non peggio, visto che anche andare in bagno mi da la stessa sensazione di aprire lo sportello del forno a 240°C.

Come far capire a parenti e amici, magari pure assidui frequentatori di spiagge e piscine, che per noi l’estate equivale alla galera?

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Logicamente ho provato diverse strategie. Prima fra tutte far vedere come sto al caldo: le gambe che annunciano lo sciopero anzitempo, sudorazione al massimo, che ti chiedono pure se ti sei rovesciata acqua sopra, e lamentele continue di quanto c’è caldo, ma, la mia arguta madre da brava donna di 60 anni, che ancora oggi pensa che il ventilatore sia uno straordinario mezzo refrigerante, mi spara davanti il primo arcaico dispositivo a pale rotanti che gli capita a tiro, rigorosamente senza gabbia protettiva, in pratica una sorta di affettatrice gigante. Aah, i ventilatori di casa, ci sarebbe da scrivere un articolo a parte. Non ho ancora capito il motivo per cui tutti questi attrezzi di casa siano sprovvisti di gabbia protettiva, da questo dubbio sono partite diverse speculazioni sul motivo: la prima che mi è venuta in mente è che tolga la protezione per fare in modo che, chi sta nelle vicinanze di questo pericolosissimo aggeggio, si concentri sulla cosa più importante in quel momento, sopravvivere, scordandosi così del caldo; la seconda opzione che mi è venuta in mente è che, essendo mia madre molto creativa, utilizzi la gabbia protettiva per altri scopi secondo lei più utili della sicurezza, ad esempio per usarla come cestello per friggere, scolarci la pasta o ancora meglio come sottovaso per i suoi rigogliosi fiori del giardino; la terza opzione, la più verosimile, è che venga tolta per aumentare le prestazioni del ventilatore, creando così, secondo lei, un ventilatore truccato in grado di competere con i migliori condizionatori.

Constatato che tua madre non è in grado di aiutarti, come secondo metodo per far capire come stai, provi a parlarne con il tuo dolce maritino adorato, che di rimando ti ordina su Amazon una piscinetta gonfiabile, per di più bucata, pensando che se tieni il sederone al fresco poi un po di sole e vitamina D non ti faccia cosi male. Nonostante provi a spiegargli l’inutilità della sua mossa, lui è ancora convinto che stare a mollo 24 ore al giorno sia la soluzione migliore. Bah…

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Terzo, l’approccio più disperato, spiegare a tuo padre non vedente, abituato ai sistemi di climatizzazione della sua coniuge, che c’è caldo e che i tuoi sintomi in queste condizioni aumentano fino a farti smettere di avere una vita. Lui, di tutta risposta, ti dice di stare a casa e continua a sventolarsi con un ventaglio, ormai rotto dall’eccessivo uso, portato dall’ultimo pellegrinaggio di mia madre presso la chiesa di Padre Pio, e a stare davanti all’affettatrice/ventilatore modificato che la moglie ha montato per “rinfrescare” un salone di 120mq, pensando anche che fosse un ottima idea.

Non ho provato ancora a spiegarlo alle varie amiche che mi mandano la foto delle loro cosciette versione grissino con sfondo marino, anche perché, loro, che nata umane e mutate in lucertole, non capirebbero.

Condividere su Facebook quanto ti manchi il freddo il plaid e Netflix è un vero reato, tutte le persone amanti dei 40 gradi all’ombra ti si fiondano contro con commenti da bravi leoni da tastiera, dove ti dicono velatamente che tanto stai sempre male almeno d’estate stanno bene loro.

Morale della favola? Non ho ancora trovato il modo per far capire agli altri cosa è il caldo per noi, ma in compenso mi sono fatta due risate e voglio lanciare a voi la palla. Per chi ci vuole raccontare come passa la sua estate con la SM e come riesce a farsi capire dagli altri, entrate nella nostra pagina Facebook, mettete il like, e mandateci via messaggio il vostro racconto, con una foto, i più belli e divertenti verranno pubblicati. Da qui è tutto, la linea passa a voi… Bye bye!

4 pensieri su “Come far capire agli altri come stai? Storia di una domanda impossibile

  1. Spesso, le spiegazioni servono a nulla!
    Tu sei eccezionale, però!
    Hai capito che è inutile incazzarti. Tanto non serve a niente!
    Anch’io, qui nel bresciano, viaggio a ventilatori. Ma ben coperti dalla griglia di protezione 😆.
    Ma pensavo che potrebbe esser utile toglierla per affettare zucchine e cetrioli.
    Ma non dirlo a tua mamma!
    Buona serata
    Annaspo come un pesciolino finito sul praticello🤣🤣

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  2. Tesoro 😘 credimi che io ti capisco benissimo cm ti senti ❤ hai fatto bene a lanciare questa palla chiedendo le varie storie..forza tesoro,sei una guerriera 💪❤😘😍 un abbraccio Mersia

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  3. Devo dire che dopo il tuo racconto mi considero fortunatissima, la mia casina è davvero piccina ma con 2 clima la temperatura è uguale ovunque. Il problema sono io che patisco le finestre chiuse, perché mi danno tristezza, ma tant’è… non si può avere tutto.

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  4. Bella domanda come far capire agli altri come ci sentiamo? Io mi sento come una balena spiaggiata ho le gambe dure che per muovermi come hai detto anche tu faccio fatica anche ad andare al bagno me le trascino pensa che ha luglio avevo la fisioterapia e questi geni me l’avevano messa alle 12,30 te lo devo dire una goduria una fatica per uscire da casa io per i percorsi vicini uso la stampella ma per quelli più lunghi ho bisogno della carrozzina quindi mio padre mi accompagnava scendevo proprio davanti la porta di entrata però già stanca e sudata dopo di che quando finalmente tornavo a casa potevo morire tranquillamente sul letto il riposo del guerriero e adesso anche io passo le mie giornate con l’aria condizionata trascinandomi da una stanza all’altra e facendo i conti alla rovescia pregando Dio che settembre si sbrighi ad arrivare con la speranza che faccia meno caldo

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