Diario di una mamma sclerotica: il dramma della lista bebè

Benvenuta ventisettesima settimana, ormai sono un bel po’ avanti, il pancino è pronunciato anche se non tantissimo, visto che il gambero ha deciso di mettersi in orizzontale, quindi la pancia risulta più larga che grande ma va bene così.

La sciatica ha fatto, già da diverse settimane , la sua entrata in scena colpendomi la gamba che risultava meno colpita dalla sclerosi, risultato? Ormai cammino come una signora di più o meno 85 anni, no forse peggio, visto che le vecchine mi superano alla grande guardandomi anche con occhi di sfida.

La sciatica risulta senza dubbio uno dei problemi legati alla gravidanza maggiore in questo periodo, le nausee mi hanno più o meno abbandonata, per fortuna, e hanno lasciato spazio a questo nuovo dolore mai provato prima.

Un altro problema, correlato alla gravidanza, è senza dubbio la fantomatica e tanto usata lista bebè.

Ora vi starete chiedendo perché io tratto come problema questa “Amica dei genitori”, allora fare la lista bebè è senza dubbio un’idea ottima, ti eviti o almeno speri di evitarti quei regali tanto odiati come cornici in argento, portaciuccio in argento, posatine in argento, braccialetti super pacchiani che il bambino non metterà mai perché tu gli venderai prima al compro oro ecc, ecc….

Ma ha sempre il suo lato negativo, più o meno sviluppato dipendentemente da dove decidi di fare la lista. Nel mio caso, visto che sono una persona particolarmente pignola e non volevo lasciare nulla al caso, ho deciso di fare la lista in due posti diversi, logicamente scegliendo cose diverse, ma soprattutto in paesi diversi, per non dover obbligare nessun parente, ne dalla mia parte , ne da quella di Ivan , a farsi 50 km solo per comperare un regalo.

Quindi per la zona di Villacidro ho deciso di scegliere una Farmacia di fiducia e per loro nulla da dire, mentre per la zona di Cagliari ho scelto un negozio molto grande e abbastanza rinomato, non ho critiche sul negozio visto che comunque sono cliente affezionata e ci compro veramente botte di tanti tanti soldi ma forse un piccolo rimprovero và fatto.

Tu fai una lista bebè seguita da un’efficentissimo commesso- responsabile di punto vendita che, senza alcuna ombra di dubbio, ne sa più lui di bambino che 5 generazioni di mamme messe insieme, ti consiglia il meglio per il bebè, la culletta per la schiena, passeggino, marsupio, scaldabiberon , e chi più ne ha più ne metta.

Esci dal punto vendita dove ti rendi conto che tutto quello che avresti preso tu al pargolo era sicuramente “poco adatto” a un bambino e con una lista bebè in mano da 4.000 euro, e pensare che ti sei pure trattenuta.

Ma non è questo il problema.

Fai i bigliettini della lista bebè in casa, comperando cartoncino intonato , scegliendo la frase giusta per non dire spudoratamente che ti aspetti un regalo da loro e che per giunta lo devono prendere dove hai scelto tu, e anche questo non è facile, ma non ci puoi fare nulla , perché faresti veramente di tutto per evitarti le pacchianate che di solito regalano per la nascita ( per fortuna Gambero il battesimo non lo deve fare , se no c’era anche quel problema).

Metti una bella giraffa nel bigliettino, un fiocco celeste glitter e il gioco è fatto , o quasi.

C’è la distribuzione che, per quanto a voi, poco esperte di lista nascita, possa sembrare facile, non lo è per nulla.

Compili una lista con i nomi delle persone a cui devi dare questo fantomatico bigliettino, visto che non puoi darlo anche alla vicina di casa, non perché non vorresti ma perché tua madre, che di lista nascita non ne capisce un corno e che avrebbe apprezzato anche il portaciuccio in argento, ti vieta rigorosamente di darlo a certe persone con la motivazione banalissima del “ Non sta bene “, poi questa me la dovrà spiegare quando la vicina ne arriverà con la cornice in argento e io dovrò usarla come riciclone per il suo regalo di natale.

Comunque fai i biglietti, fai la lista delle persone, porti i biglietti.

Ecco le reazioni li cambiano, alcuni felici di essersi tolti il pensiero arrivano anche a ringraziarti per il fatto che devono spendere soldi per te e per tuo figlio, altri, la maggior parte, fa una faccia tra lo schifato e il preoccupato seguita da questa frase fatta che ho sentito più o meno dieci volte “Ahhh avete fatto la lista nascita…”, logicamente anche la tua risposta sarà sempre la stessa “Eh si” d’altronde cosa potevi dire?

Superata la distribuzione non ti resta che aspettare.

Le più coraggiose sono di solito le giovani mamme, come le tue cugine, che capiscono benissimo il motivo della lista nascita, perché a loro volta qualche anno fa anche loro erano nella stessa tua situazione di cacca.

Quindi prendono coraggio e bancomat e decidono di partire alla volta del negozio prescelto, delle volte portando anche te come ostaggio.

Arrivate nel negozio, di solito le giovani scelgono il negozio grande, pazienza per quei 50 km , ne approfittano per mollare i figli alle nonne e prendersi la serata libera all’insegna dello shopping per qualcun altro in questo caso tu.

Quindi all’arrivo vanno alla cassa centrale, danno il tuo nome e cognome e gli viene consegnato un foglio con un elenco lunghissimo di cose che nemmeno tu ti ricordavi di aver scelto e dove la maggior parte degli articoli ha nomi incomprensibili tipo Isofix.

Nessuna descrizione, solo il nome originale dell’oggetto, tu sei con la merda fino al collo perchè logicamente mica ti ricordi cos’è quella cosa con il nome tanto strano ma, la persona che ti ha preso come ostaggio e ti ha trasportata nel negozio, si gira verso di te e ti dice “ Cos’è questo?” puntando il dito sopra un nome difficilmente traducibile e di dubbia provenienza , tu temporeggi, non ne hai la più pallida idea, se non ti fidassi del punto vendita potresti pensare che sono tutti dell’Isis e stanno cercando di venderti una mina antiuomo.

Ti salvi in calcio d’angolo, becchi la commessa che sta passando davanti a te in quel momento, e gli chiedi come si usa questo cavolo di foglio dove tutto sembra arabo, convinta che lei ti accompagnerà a vedere ogni singolo articolo che tu inconsciamente hai inserito in questa lista malefica, ma lei ti stupisce, di mamme in panne ne ha visto tante, forse troppe e lavandosene le mani ti risponde “Questo lo trovate al piano di su”.

Grazie bell’aiuto.

Quindi prendi tua cugina e facendo finta che hai capito tutto ma che semplicemente ti hanno spostato l’esposizione prendete l’ascensore e salite su.

Il viaggio in ascensore più lungo della tua esistenza, dove fissi quel foglio e cerchi di fare mente locale, non più pensando al nome dell’articolo, a quello ci hai già rinunciato, ma cercando di ricollegare il prezzo a quello che hai scelto.

Arrivate su, tu sei pallida come un cencio e speri che la tua accompagnatrice non noti che sei pure tutta sudata, vi avviate verso le mille culle, lettine e bagnetti presenti nel negozio, tutte categoricamente identiche ma con prezzi diversissimi, lì inizi a fare il segugio e con nonchalance guardi i cartellini di tutti facendo finta di passeggiare, in realtà stai cercando quella che ha il prezzo riportato nella lista bebè.

Finalmente la trovi Teddy tortora soft, beh mica ci voleva tanto.

Tua cugina ti chiede “E’ questa?” tu logicamente sei elettrizzata, non perché te la stanno per comperare ma perché sei riuscita a trovarla e rispondi a 300 denti un bel si sorridente.

Perfetto per lei nessun problema, il prezzo va bene, cerchiamo il commesso per consegnarti il super bagnetto Teddy.

Il deserto intorno a te, nessun commesso, a un certo punto ne spunta uno da una porta e subito gli chiedi l’articolo prescelto e lui ti stupisce dicendoti , “ Signora sono tutti da ordinare, ci impiegano 40 giorni”.

Cosa???? Panico, tu ti siedi , non ne sapevi nulla, tua cugina và in escandescenza con minacce serissime verso il commesso e tu fai il conto se arriverà per la nascita del bebè o se dovrai lavare gamberone nel vecchio acquario di tua madre.

Morale della favola, tua cugina paga il Teddy soft ultra ma riceve in cambio un foglio di ritiro che prontamente ti sbologna della serie “ Io il regalo te lo ho fatto, però ritiratelo tu.” E tu aspetti i 40 giorni sperando arrivi prima il bagnetto di tuo figlio.

Se siete fortunate come nel mio caso trovate una commessa che vi prende in simpatia e che se gli chiedi delucidazioni di tutto questo casino anche in privato lei farà in modo di darvi le risposte, fermo restando che nessuno di loro è onnisciente… Armatevi di tanta tanta pazienza e cercate la commessa disponibile nel negozio… Di solito è riconoscibile da lontano.. È quella che non ti ci manda quando gli chiedi a cosa corrisponde il nome Dell oggetto.

Quindi un consiglio per le povere vittime della lista nascita, se dovete fare un regalo attenendovi alla scelta dei genitori, perché se hanno fatto la lista vuol dire che quelle cose gli servono quindi cercate di rispettarla, andate PRIMA che nasca il pargolo , perché tutto và ordinato .

Non pensate superstiziosamente che se comperate un regalo prima della nascita potete essere causa di non so quale sventura perché “Porta male” fare il regalo in anticipo, ma piuttosto armatevi di coraggio pazienza e tanta prepotenza e fatevi aiutare nel punto vendita prescelto.

Per quanto riguarda le mamme che come me hanno scelto questa strada dissestata perché siete convinte che poi ne varrà la pena , non fatevi catturare come ostaggi ma soprattutto fatevi stampare la lista e scrivete vicino a ogni nome articolo , un nome che ve lo ricordi, cosi evitate brutte figure.

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2 pensieri su “Diario di una mamma sclerotica: il dramma della lista bebè

  1. Mi hai fatto proprio sorridere … vent’anni fa, alla ventisettesima settimana, non pensavo ai futuri regali. Ho comprato il lettino e la carrozzina qualche giorno prima della nascita (che la commessa, scandalizzata, mi disse:” E se avesse anticipato?” Serafica le risposi:” L’avrei messo/a comodamente fra le mie braccia” Che poi è quello che ho fatto, dato che “il bel lettino” la “principessa” lo snobbava!!!) e l’unico pensiero che avevo era di godermi il momento. Unico, irripetibile, indipendentemente dal numero di figli e questo è ciò che consiglio anche a te: goditi ogni attimo e lascia che siano i parenti ad “agitarsi” per i regali. Buon proseguimento e buona giornata.

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