Diario di una mamma sclerotica : cesareo d’urgenza

Finalmente sono tornata al mio blog, con un sacco di novità e tante storie da raccontarvi ,ad iniziare dalla mia.

Avendo tante cose da dire dividerò tutto in diversi articoli per non scrivere un romanzo.

Il 1 aprile alle 00,40 è nato Christian, una bella sorpresa visto che sarebbe dovuto arrivare quasi un mese più tardi.

Riassumerò ciò che è successo quella fantomatica domenica.

La mattina mi sveglio con un dolore stranissimo ai fianchi, come se gamberone da dentro gli stesse spingendo verso fuori.

Approfitto del fatto di avere mia mamma ostetrica per andare ad elemosinare un rimedio e perché no anche un po’ di attenzioni.

Mia madre , donna oramai d’altri tempi , con fare tra lo scocciato e l’annoiato risponde “Federica è normale!”.

Va beh , penso io , per lei è tutto normale , ma lei continua dicendo “ Sono contrazzioncine preparatorie , noi le chiamiamo le contrazioni del vicinato perché sono veramente poco intense, pensa a quando ti verranno i veri dolori, altro che queste.” Mi molla e se ne và in cucina.

Non demordo e inizio ad assillare mio padre che di tutta risposta mi dice “Dillo a tua madre!”.

Ecco lo scarica barile, quindi riparto in quarta con mia madre che all’ennesima rottura di scatole decide di visitarmi.

Nulla di che, 1 cm di dilatazione, potrei andare avanti cosi per settimane, devo solo rilassarmi , non è assolutamente nulla.

Continuo a vivere la mia domenica tra i lamenti e le mie cose da fare.

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Prima di andare a letto, come ogni notte, vado a fare la pipì ed eccolo li, il famoso tappo mucoso ( Famoso per chi ha avuto figli per gli altri è solo una cosa molto schifosa) , e c’è pure del sangue.

Lancio ( nel vero senso del termine ) mio marito a chiamare mia madre, che si fionda su con la faccia di una che sta crepando ma con in bocca le fantomatiche parole “ Stiamo calmi non è successo nulla!!!”, dall’espressione non si direbbe proprio.

Mi visita 5 cm di dilatazione, cavolo e ora ?

Mamma, cercando di tenere la calma che aveva perso già facendo le scale per venire a chiedermi cosa era successo, mi dice “ Allora con calma ti vesti , ti lavi e andiamo in ospedale.”, furbescamente io, che volevo testare l’urgenza di quella affermazione gli chiedo “Ma posso fare la cacca prima?” , mi fulmina con lo sguardo e mi risponde “Adesso non esageriamo”, nella sua lingua vuol dire MUOVITI!!!!!! (Mia madre non nega mai la cacca a nessuno).

Dieci minuti e siamo in macchina, mio marito pieno di valige nemmeno stessimo partendo per il campeggio, mia madre vestita stile zingara con un attacco di panico in corso e io che non ci capivo nulla e penso che l’unica cosa che mi aspettasse fosse un bel ricovero in ospedale ma nulla di più, d’altronde ero alla trentaseiesima settimana.

Arrivo in ospedale, in cinque secondi mi acchiappa l’ostetrica mi fa coricare in un letto, mi attacca il tracciato e mi cerca la vena per l’ago cannula.

Nel mentre ne arriva un’altra che dice a mia madre “ Sono già tutti in sala”.

In sala? Chi? Cosa? Ma mi spiegate come cavolo ha fatto mia madre a chiamare tutti e a preparare una sala in dieci minuti per giunta mentre si vestiva?

Panico. In due secondi sono spogliata, depilata, con l’ago e anche un po’ cagata dalla paura.

Mi caricano in una barella e giù in sala , praticamente al volo.

Non me l’aspettavo proprio un cesareo d’urgenza.

Entro nella pre-sala, un sacco di visi nuovi e per nulla conosciuti, mi fanno mille domande ma io non ci sto capendo nulla, sto cercando mia madre che è sparita, chissà dove cavolo è finita adesso?

Si presenta un ragazzo giovanissimo, giusto pochi anni in più di me, mi dice che è il mio anestesista, COSAAAAAA? Ma io avevo tutto programmato ci doveva essere un’altra, Oh mio Dio chissà cosa ne verrà fuori.

Mi spiega che mi dovrà pungere la schiena per la spinale, che non farà poi cosi male se riuscirò a stare ferma se no mi dovrà ripungere, ci manca solo questa.

Mi fanno passare da una barella all’altra e poi sul lettino operatorio.

Mi fanno sedere per fare la spinale, Manuel , il giovane anestesista tatuato, mi tocca la schiena , punge ed è fatto un secondo dopo sono sdraiata, caspita è veramente bravo questo ragazzo , non ho sentito nulla, forse sono anche un po’ scioccata , non lo so.

Ricompare mia madre vestita da sala operatorio, bianca in viso nemmeno stesse per morire ma logicamente come al solito mi dice “Stai calma”, strano stavo per dire la stessa cosa a lei.

Dopo qualche minuti mi sale un attacco di panico furioso, non che non fosse giustificato, è successo tutto cosi in fretta.

Inizio a ripetere che ho paura, fino a quando mi chiedono di cosa ho paura, io prontamente rispondo “Di quando inizieranno a tagliare” , mia madre mi guarda  quasi ride “Federica hanno già iniziato a tagliare da un bel po’”.

To be continued…….

Per leggere gli articoli precedenti clicca qui

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3 pensieri su “Diario di una mamma sclerotica : cesareo d’urgenza

  1. Mi hai fatto rivivere quei momenti. Un’avventura così simile. Ma pur ringraziando per sempre la fortuna di poter ricorrere al cesareo mi son sentita privata di un’emozione che solo il parto (credo) possa fare vivere. Dolore escluso ovvio.
    Buona vita a tutti e tre

    "Mi piace"

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