Sclerosi multipla e pannolone, l’ironia è la mia unica arma

Mi trovo nuovamente a scrivere di me, sarà che è giusto che tratti anche se a piccoli passi i vari sintomi della sclerosi multipla, visto che è una malattia che mi porto dietro da ben 12 anni.

Abbiamo già affrontato in un altro articolo la fatica da SM, se non l’avete letto vi consiglio di dargli un occhiata cliccando qui.

Quindi oggi vi parlerò di un argomento che per molti di voi sarà sicuramente molto delicato e che, fortunatamente, non tutti i malati di sclerosi multipla hanno: l’incontinenza urinaria.

Avvertenza, questo articolo sarà pregno di pungente ironia. Mi scuso in anticipo se non l’apprezzate, ma sapete è l’unico modo che ho per parlarne, questo perché quando a soli 29 anni ti ritrovi a girare con il pannolone, l’ironia è l’unica cosa che ti aiuta a tirare avanti.

Ebbene si, per tutti quelli che hanno pensato che il mio sedere fosse esageratamente grosso, tengo ad informarvi che è colpa del panno… e non solo.

La mia incontinenza è iniziata più o meno all’età di 25 anni, all’inizio un normale assorbente bastava a trattenere quelle gocce di pipì che non riuscivo a non far uscire, ma con il passare del tempo la situazione è terribilmente peggiorata, portandomi infine a diventare una grande sponsor dei Tena Pants Plus per persone super incontinenti (esistono altre marche tutte molto valide ma la Assl mi passa queste, perciò).

Per una ragazza di 29 anni avere problemi di questo tipo non è certo una passeggiata, anzi all’inizio era un vero e proprio calvario. Quando mi rendevo conto che stavo per fare guai, correvo alla velocità della luce (una velocità raggiungibile solo dagli sclerotici in procinto di farsela addosso) verso qualunque cose potesse essere definita un bagno, ma la conclusione era sempre e comunque la stessa, era ormai troppo tardi. Insomma un vero e proprio disastro. Così, dopo varie esperienze e diversi pantaloni bagnati, ho capito che sarebbe stato meglio lasciar fare al caso, quindi farla direttamente nel panno per poi successivamente cambiarlo.

Naturalmente il mio lato sexy ha risentito dell’avvento del panno e io, da grande amante di lingerie nonché svaligiatrice di negozi di intimo, ho dovuto imparare ad abbinare il reggiseno al panno, quindi sempre categoricamente bianco basic. Il lato positivo comunqeu esiste, il mio portafoglio è sempre un po’ più pieno.

Quelli che mi conoscono, si staranno ora chiedendo se l’avrò fatta anche davanti a loro, state tranquilli, la risposta è ovviamente SI. Mi ritrovo a fare la pipì nei centri commerciali, in tv, in radio, in pizzeria e in tutti i posti possibili e immaginabili, perciò quando mi vedete andare in bagno, non è per esigenza ma semplicemente per un cambio nella nursery.

D’estate in casa, logicamente come tutte le brave mogliettine, mi ritrovo a vagare in biancheria intima, quindi panno in vista. Come dice mio marito Ivan: “Ti manca solo un fiocco in testa e sembri un neonato”. Ma va bene anche così.

Ora io ci scherzo e ci rido ma non è sempre cosi divertente, pensate allo shopping. Quando compro abbigliamento il pantalone deve sempre essere di una taglia in più, per non far notare l’enorme fardello che porto con me. Inoltre il mio sedere, già grosso di natura, prende un notevole spessore grazie al quantitativo di cotone contenuto nel panno. La conseguenza di questo è che le persone si sentono in dovere di ricordarmi quanto io sia grassa, consigliandomi una dieta. Colgo l’occasione per ricordare a queste persone che non sono grassa, ma diversamente magra e che non mi metto a dieta perché mi piaccio cosi. Siete comunque liberissimi di non guardarmi, se pensate che il grasso sia contagioso o urti la vostra sensibilità.

L’incontinenza è un problema poco discusso della Sclerosi Multipla, ma non per questo meno invalidante. Quella che i medici chiamano vescica neurogena, tocca sia i maschi che le femmine ed è un problema abbastanza importante che, se preso nel verso sbagliato, porta a vergognarsi e a nascondersi.

Dover usare un vero e proprio pannolino da molto giovani toglie quella spensieratezza anche nel vestire o nell’uscire con un ragazzo/ragazza. Per quanto questo possa sembrare un piccolo handicap, sommato a tutti gli altri sintomi che la nostra malattia ci regala, è comprabile ad un muro gigantesco da scalare ogni giorno.

Inoltre il giudizio degli altri, quelli che si ritengono “sani”, ha il suo bel peso per chi non ha sviluppato come me il teorema del “chissene”.

Molti vi avranno detto che ci passerà o che magari è una cosa che sforzandoci riusciamo a controllare, forse avrete sentito che dobbiamo provare a non usare il panno; il risultato è sempre stato lo stesso, i pantaloni bagnati li avevo io e non loro.

Ho conosciuto mio marito che già avevo il mio tanto amato e super sexy panno. Quando stavamo insieme da alcune settimane, decisi di non metterlo per dormire e il risultato fu disastroso. Fortunatamente Ivan ha un enorme pazienza e lo stomaco forte, tanto che quando si è svegliato in quello che io ho chiamato un lago di pipì, non ha battuto ciglio aiutandomi anzi a cambiare le coperte, raccomandandomi poi di mettere il panno e assicurandomi che il panno era comunque molto sexy (logicamente era una balla per non farsi più pisciare sopra). Se non è scappato quel giorno…

Quindi ragazze e ragazzi non vergognatevi di questo sintomo, è un po’ come zoppicare, solo che per questo ci servono pantaloni più laghi e persone allegre e comprensive vicino.

15 pensieri su “Sclerosi multipla e pannolone, l’ironia è la mia unica arma

  1. Sai Federica è strabiliante la tua capacità di aggredire la malattia in tutti modi. Solo esorcizzandola con l’ironia che hai riesci ad avere tu il coltello dalla parte del manico sempre e comunque! Che bel carattere che hai…Complimenti!!!!

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  2. Sei una persona fantastica, il tuo buon umore è la tua forza sono di ispirazione. Complimenti e coraggio, tesoro. Continua così… E chissene… 😉

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  3. Complimenti Federica, non abbandonare mai il tuo lato ironico è e sarà sempre quello che ti salva, e poi fregatene che ne sa la gente di cosa si prova se nella vita non ha avuto neanche un raffreddore.
    Tieni duro, in più noi (io ho la sclerosi tuberosa) apprezziamo le piccole cose (che a mio avviso sono il sale della vita).
    Ti auguro ogni bene

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  4. Ciao brava e complimenti per non arrenderti mai. Da 10 anni combatto sta malattia e adesso per avere meno problemi alla vescica vaporizzo la cannabis comprata al tabacchino che se aspetto quella che dovrebbe prendere il farmacista faccio ora a morire due volte per l’attesa.. comunque la cannabis che prendo al tabacchino ne vaporizzi 150 milligrammi la mattina e stando attento alla pressione dopo il primo mese tutte le mattine adesso una volta a settimana. Con la cannabis non devo più prendere il vesiker e mi accorgo che la devo riassumere quando mi alzo alle 4 per fare pipì e non faccio una tirata unica.

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  5. Grandiosa.
    Sai ci tengo molto all’immagine e per il mio futuro sai se si trovano i pannoloni coordinati con il bavaglino?
    Finchè riusciamo a riderci sopra vinciamo noi. Un abbraccio.

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  6. Grande Federica, troppo forte!!! ero anch’io nella tua situazione, e la mia neurologa mi ha consigliato la tossina botulinica al muscolo detrursore della vescica. MI HA CAMBIATO LA VITA!! beh, forse sto esagerando, ma non ho più l’ansia da dov’è-la-toilette-che-magari-non-c’è-il-wc, posso bere tutto quello che voglio, andare in spiaggia in due pezzi, e se mi sposto per un week end non devo portarmi più pannoli che vestiti!!!
    Te la consiglio vivamente ❤
    un abbraccio Luisa

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