Diario di una donna col cancro, questione di percentuali

Vivere e sorridere dei guai / Così come non hai fatto mai / E poi pensare che domani sarà sempre meglio / Oggi non ho tempo / Oggi voglio stare spento

Così cantava Vasco in uno dei suoi testi più impegnati, un testo che sembra scritto apposta per la pagina del diario di oggi. Un po’ inno alla vita, un po’ ammissione di stanchezza. Ma alla fine ciò che emerge è la voglia di vivere, di combattere, più forte di prima. Così anche Francesca. Un po’ si abbatte, un po’ ha paura, salvo poi riprendersi, per vedere le cose come stanno: Golia arretra un po’, è lui ad aver paura, non ha scampo. Buona lettura.

Se volete leggere le precedenti pagine del diario, basta cliccare su questo link.

Che meraviglia i 5 giorni prima del secondo ciclo di chemio! Sono tornata normale, mi sono liberata della tenuta da malata e ho guidato l’auto. Mi sono fatta finalmente i buchi alle orecchie, le commissioni per la sorella, la spesa per casa, sono stata in montagna dai miei, ho cucinato, visita di aggravamento fatta, ho mangiato due volte il giapponese e anche al McDonald’s… posso? Meglio di no? Vivete voi 15 giorni col costante gusto di rucola in bocca misto plastica, poi ditemi se non vi vien voglia di mangiare queste meravigliose porcherie non appena ne avete occasione! Me la son goduta! Sembrano banalità, per me conquiste mica da poco.

Ma soprattutto sono andata a trovare i miei bimbi al nido! I primi a corrermi incontro sono stati Elia, Erin e Adriana. ‘Tessa! Tessa!’ mi chiama Elia accarezzandomi, Erin controlla che non mi esca più sangue dal tatuaggio fatto due mesi fa, che lei mi graffiò involontariamente, poi si mette a controllare i restanti altri: ci son tutti. Adriana mi spoglia, vuole vedere la mia maglia con l’unicorno, poi si accorge che non ho più il ciuffo rosa, ma un foulard in testa: ‘Oooh bello!’ e mi stringe. Arriva finalmente la timida e dolce Sara, che senza dir niente mi abbraccia, mi si siede addosso e guarda la mia nuova collana, poi appoggia la testolina sulla mia spalla. Da lontano sento chiamarmi: ‘Checca! Checca!’. Questo è Luigi, non parla mai ad alta voce, ma stavolta ci tiene proprio a salutarmi, mi avvicino e si becca una gran carezza e io pure da lui. Devo andare, nel frattempo il corridoio del nido si è popolato di bambini: ‘Dove vai? Non resti?’. Ancora un abbraccio gigante, sarà la mia ricarica per domani. Vi voglio bene tutti. Anche a Eros e a Lorenzo che mi sorridono e fanno ciao con la manina, ma non si avvicinano perché troppo presi a mangiare la carne con le patate.

La mia settimana ora inizia di mercoledì, il mercoledì dei prelievi settimanali, il mercoledì della chemioterapia che puntuale dopo 20 giorni ritorna. Raffaele è in ferie e mi accompagna lui. Non ho dormito male, non sono ne stanca ne agitata. Lui ha fumato 3 sigarette in 50 minuti in compenso… è un fascio di nervi, ma con una mano mi porta la borsa coi viveri e con l’altra mi accompagna dolcemente in ogni luogo. Mi sdraio sul lettino. In stanza c’è una signora che ha voglia di parlare, io no. Voglio stare attenta. Voglio che l’infermiera mi dica esattamente cosa mi sta per iniettare nelle vene, antinausea, antidolorifico, cortisone, chemio bianca, chemio rossa… ma quella dopo, ci vogliono maschera, guanti a metà braccio, camice nuovo e tutti gli invitati fuori. Una roba leggera, caro Golia! Pronto a brindare? Io si! E brindiamo. Per l’occasione le volontarie mi offrono un tè lime e zenzero, mentre la mia dolce metà corre alle macchinette del reparto a comprarmi la merendina che tanto mi piace prima che il cortisone mi inacidisca tutti i gusti, me la scarta porgendomela insieme ad un bacio! La sbrano, lo bacio. Mi accarezza, e mi sorride e pazientemente lascia entrare mia mamma. E poi anche mia sorella. Mamma mi porta il pane, mia sorella la tosse e la sua incasinata spensieratezza.

La mia vicina di letto inizia a darmi consigli non richiesti, sono prevenuta forse perché confusa. Perché ho scelto di fidarmi della mia oncologa e dei consigli di un’amica ritrovata, laureata in scienze erboristiche, Elizabeth, lei sa anche quante volte vado in bagno al giorno per capirci. Ho messo da parte internet. Ho messo da parte diversi ‘ho sentito che, hai letto che, lo zio di un tale che conosco ha saputo che…’, ho messo da parte le riviste. Una cosa per volta. Arriva un’altra donna con la parrucca, lei mi trasmette un’energia diversa, sorride. È felice perché è l’ultima delle 4 infusioni e mi rassicura sul fatto che perderò anche i peli delle gambe… stanno diventando dei tronchi neri preoccupanti (li chiami così amore, vero?). Ecco le prime vampate: ho caldo. Mi tolgo il turbante da guerriera con un sospiro di sollievo e ricevo complimenti da ogni dove.

Mi sento a mio agio li e sorrido. Faccio le foto sceme e mi lascio coccolare da chi c’è. Il momento della rossa arriva, due bei siringoni, che mi sembrano già più vuoti rispetto ai primi due. Tieni Golia, ce n’è anche per il tuo esercito. Prendete metastasi! Immagino questo liquido rosso cospargersi in tutto il mio corpo che colpisce ogni metastasi su ogni osso, su ogni vertebra. E poi se la vedono loro. Nonostante io sia molto concentrata, sento sei occhi fuori dalla porta a scrutarmi. Raffaele mi fa l’occhiolino. So cosa mi dice: ‘sconfiggilo amore’!

 

Ci siamo. Ancora una sacca di flebo e poi sono libera. Aspetto le carte della dimissione: ‘Francesca, visti i trascorsi (vale a dire diarrea, problemi alle mucose, lo svenimento, la febbre) il tuo corpo era molto debole, per cui abbiamo scelto di farti il farmaco al 90%’. ‘Scusa cosa!’ rispondo io sbalordita. ‘Meglio meno ma mantenere la costanza dei 21 giorni, è la cosa più importante questa’. ‘Ma fa effetto lo stesso?’. ‘Certo che si!’. “Giura!” ordino alla malcapitata infermiera, che mi sorride rispondendomi che ‘i globuli bianchi si son ripresi da soli senza il bisogno della puntura’. Come al solito realizzo più tardi la notizia e vado letteralmente nel panico. E se quel 10% in più avesse potuto far regredire Golia del 10%? E se il mio corpo continua ad esser debole e mi diminuite ogni volta del 10% il farmaco, quanto in meno fa effetto sul totale?

 

Ci sono buone notizie: globuli bianchi a posto da soli, il valore che indica le metastasi si è dimezzato, eppure io non gioisco. Io volevo il mio farmaco al 100%. Io voglio vincere, voglio guarire, quella è la mia arma, non toglietemela… ho paura. Ho paura che sia poca, ho paura che Golia si faccia spazio. Sono fuori di me e litigo con tutti. ‘Non ti possono sparare le bombe se il tuo fisico non le regge’ mi dicono. Hanno ragione ma sono arrabbiata. Voglio stare da sola, ma non troppo. Voglio litigare, ma essere rassicurata. Non mi voglio deprimere, devo sforzarmi a vedere il lato positivo: gli esami parlano. Vanno bene! Cazzo sorridi Fra! Ok. Ma prima fatemi dormire, domani andrà meglio, ho la testa che scoppia. Dolori atroci, voglio la mia cannabis terapeutica e il silenzio di casa mia. Vi ho trattato male tutti stasera, mi sto sulle palle da sola. Il 10% in meno non mi da tregua. La mattina seguente va meglio, decido che voglio vedere il famoso bicchiere mezzo pieno, riparto da li. Ora mi aspettano i giorni del cortisone, del mangiare come un vitello, gusti sballati, debolezza infinita e nausee. Mi sveglio però che ho poche nausee… sarà merito del tanto odiato 10% in meno?

 

I valori delle metastasi si son dimezzati, Golia stai arretrando un po’? Forse si, e io respiro profondamente. Questo è il mio punto di partenza, e ora son pronta ad affrontare la chemioterapia. Non sono mai sola, non sono spaventata. Sono tranquilla, ma determinata a batterti Golia. E quel 10% che manca… ce lo metto io che son cazzuta!”

3 pensieri su “Diario di una donna col cancro, questione di percentuali

  1. Fra ti leggo sempre con tanto interesse.
    La vita è piena di statistiche, di numeri che ci portano belli o brutti pensieri…
    Ma alla fine l’1 che conta sei tu! La tua energia e positività, oltre ai farmaci, ti aiutano a far arretrare Golia.
    I valori sono un segnale positivo e tu sei cazzuta molto più di quel 10% in meno di chemio!
    Ti penso spesso. Continua così grande donna guerriera!!!

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  2. Quanto mi piaci Francesca!!!! Anch’io questi giorni sono alle prese con una metastasi bronchiale che vuole farmi paura da oltre 1 anno, ma non gliela do vinta. A volte ho paura quando sembra che voglia prendere il sopravvento, ma non mollo la presa! Dai Francy, ce la faremo a sconfiggere questo bastardo di Golia!!!!!

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