Diario di una mamma sclerotica : le emozioni belle e brutte della gravidanza.

Eccomi a scrivere un altro pezzo del mio nuovo diario, della mia nuova avventura, stiamo vivendo la ventunesima settimana e lui, il piccolo gambero inizia a farsi sentire, a dare i suoi calci e a giocare con il mio stomaco ma non è di questo che oggi vi vorrei parlare. Mi sono trovata in questi giorni a riflettere parecchio, sarà che mi sono dovuta “ riposare” un po’ di più , quindi il tempo per le seghe mentali era maggiore rispetto al solito quindi, nelle giornate contro la violenza sulle donne, dove i social era intasati di video , immagini e pensieri su come una donna non debba essere maltrattata , io invece mi sono trovata a pensare alla donna come madre e al comportamento che alcuni uomini, anzi parecchi uomini hanno nei confronti delle madri dei loro figli.

Non parlo di violenza fisica e probabilmente nemmeno di violenza psicologica, non parlo di violenza in generale ma di semplice cambiamento , che a volte avviene o che a volte si desidera.

Quindi senza nessun apparente motivo mi sono trovata a pensare a come noi mamme prestiamo il corpo per un figlio che logicamente non è e non può essere solo nostro. Di come una mamma con il pancione si ritrovi a dover affrontare mille paure da sola , perchè nella coppia, chi è veramente forte , chi veramente ne sa di più è solo lei, e per quanto un compagno possa essere premuroso, attento, dolce , sicuramente tutte abbiamo affrontato questi sentimenti.

La paura iniziale, che anche se questo bambino è stato più che cercato, non sai cosa cambierà nella tua vita, nelle prime settimane , quando ancora non sei ne carne ne pesce, quando la pancia non si vede ma i sintomi si sentono tutti e sono anche prepotenti, ti ritrovi catapultata in un nuovo mondo da gestire, vicino a un compagno che ancora non è un papà, e come potrebbe esserlo visto che anche tu in realtà ancora non ti senti mamma, e quella minuscola massa informe dentro di te, ti fa schizzare gli ormoni, ti fa vomitare mille volte, dimagrire , venire ansia, ma tu ancora sei li,inerme perchè sai che sei incinta ma non te ne rendi veramente conto.

Il futuro padre attraversa diversi stadi di felicità, ansia, angoscia per poi rifugiarsi nel posto che per lui è più sicuro in quel momento le tue braccia. Allora ti rendi conto che non puoi accollarli anche le tue ansie e i tuoi pensieri, non puoi dirgli che egoisticamente un po’ pensi a come il tuo corpo sarà dopo e a come tu sarai dopo, no non puoi, perchè in quel momento lui ha cosi tante cose in testa che ci manchi solo tu.

Inizi le visite, le analisi quando ancora di pancia non c’è nulla se non il tuo grasso che ti ricorda che magari sei già un po’ fuori peso e che probabilmente finirai per essere una balena ma tu con mille pensieri vai avanti.

Vedi per la prima volta in ecografia il suo cuoricino ma ancora non hai capito che quella massa ancora informe , ancora aliena diventerà il tuo bambino e ancora meno lo ha capito il tuo compagno che passa il tempo a pensare che sicuramente sbaglierà tutto e che magari serve un manuale. Tu ascolti il caos che hai intorno come se tutto fosse a rallentatore , forse perchè anche tu ci hai pensato che sicuramente farai un casino e non ti ci vedi tanto a fare la mamma, anche se magari lo hai cercato e desiderato tanto ti vengono i dubbi, le paure che tu a questo bambino non gli possa dare realmente ciò che a un bimbo serve ma , non parli lo stesso con nessuno perchè un po’ ti senti pure in colpa per tutto quello che stai pensando e il tuo partner è sempre più in palla perchè tu stai male vomiti e non sa se è normale e fino a che punto è normale.

Ma tu vai avanti, avvolte non ci pensi , altre volte non dormi la notte , poi nelle ecografie vedi che inizia ad avere il suo aspetto, il suo testone e una bellissima coda da gamberetto , che salta e se ne frega di cosa ogni cosa perchè è li e per lui ci sei solo tu, dipende da te in tutto ed è in quel preciso momento che tu diventi mamma, quando guardando quel piccolo alieno in una foto in bianco e nero ti accorgi che siete in due e non puoi stare male, o essere triste perchè lui ora ha solo te.

E passi dall’ ansia di come sarai grassa dopo a pensare che la cosa più importante è che lui stia bene , passi dal “ Io ho la mia carriera “ “io ho i mio libro” a cancellare presentazioni programmate da mesi solo perchè lui deve riposare di più e tu con lui.

La tua pancia cresce ma tu sei felice perchè con lei cresce lui e senza nemmeno accorgertene , non ti importa piu se ti offendono o se ti dicono qualcosa che non và perchè l’importante è che non tocchino lui.

Un’esserino di 150 grammi ti ha già cambiata, e il parto non è più un “aiuto che dolore” ma diventa “Va bene tutto l’importante è che lui stia bene” tutto gira li . Hai sudato tanto, studiato tanto, ti sei arrabbiata tanto per poi finire a far girare tutto li.

Tu sei ufficialmente mamma ma, il papà non lo è ancora non quanto te almeno, tu ti ritrovi a girare per H&M a cercare roba per un neonato, mentre il papà ancora non sa bene dove è messo e sempre il posto sicuro che ha rimane comunque tra le tue braccia, che però non sono più quelle di una giovane donna sconsiderata che ha mille paure, no perchè tu di paura ne hai solo una ormai ed è rivolta alla salute del piccolo che ormai vive in simbiosi con te, che ti conosce perchè ormai non puoi fare a meno di parlarci o di toccarlo o di preoccuparti se si muove poco o troppo.

Tutto cambia i pensieri, quello che eri, quello che sarai tutto.

Non so quando il maschio realmente si renda conto che è padre, per lui è più difficile,non lo sente muoversi non ci passa tutto il giorno insieme pensando che ormai le cose le state facendo in due.

Diventa papà piano piano, quando tu cresci di pancia, quando tu inizi a non parlare d’altro, quando tu inizi ad avere quello strano sorriso da ebete che nessuno riesce a togliere.

Ed è qua che volevo arrivare perchè poi noi esseri umani siamo tutti un po’ diversi, e le reazioni che ognuno ha sono delle volte strane, particolari.

E quando nel giorno contro la violenza sulle donne io dico , ho pensato alle mamme, non ho pensato esattamente solo a loro ma a come l’uomo molte volte sottovaluti quello che è far nascere tuo figlio, suo figlio.

Quello che tu devi passare , le paure che devi vincere da sola e la forza che devi avere per te per lui e per l’altro che sta arrivando.

I cambiamenti che devi affrontare, il tuo corpo che si sforma, le smagliature e pensare che gli anni dove ti facevi la serata da figa in discoteca sono finiti, ma a te non importa, tu ora vuoi altro, vuoi essere capita, vuoi essere difesa , vuoi parlare e sapere che non devi essere solo tu quella pronta a tirare fuori le palle per il piccolo, vuoi sapere che non sei sola in tutto questo. Vorresti mettere quell’uomo cosi grande nel tuo corpo per due secondi per fargli capire che dietro il sorriso ebete comunque ci sono paure, che non hai voglia di ascoltare chi sempre pensa di sapere o chi è da una vita che ti critica e ancora continua a farlo, ma non ti arrabbi,no perchè fa male al pupo , mica perchè tu non ci riesci e vorresti tanto che per una volta ad arrabbiarsi fosse lui , che a vedere con i tuoi occhi fosse lui , perchè tu pensi per tre ma lui è ancora nel mondo dove tu sei la leonessa che riesce a difendersi da sola e magari che difende anche lui. Ed è vero tu sei ancora quella leonessa, che però seduta su una roccia guarda cosa gli capita intorno, guarda il leone e aspetta che anche lui prenda il suo posto e faccia le sue mosse di difesa.

Si perchè care mie , durante questo periodo bellissimo che si chiama gravidanza non pensate che tutti con voi si comporteranno nella maniera giusta, chi era stronzo prima lo rimane comunque e li pensi che lo potrebbe essere anche con tuo figlio ed è questo che ti fa male, sentirti terribilmente indifesa davanti alla stronzaggine cronica delle persone, gli uomini sono più mansueti, gli uomini non litigano perchè principalmente sono degli eterni ottimisti e pensano che le persone da un giorno all’altro cambieranno nei tuoi confronti e in quelli del tuo bambino, ma noi donne lo sappiamo sempre come va a finire.

Ecco l’uomo si dovrebbe rendere conto dell’enorme dono che la donna gli sta dando nel mettere al mondo quello che è anche suo figlio, del rischio che lei è stata disposta a correre e anche se una coppia magari non va d’accordo e ognuno poi decide di prendere la sua strada , l’uomo non si dovrebbe mai dimenticare di che essere straordinario è stata quella donna che ha portato in grebo suo figlio. Una donna che lui deve difendere e proteggere contro ogni cosa perchè lei ora è impegnata a proteggere qualcosa che è anche tuo e che per lei è più importante della sua persona stessa.

E a questo che ho pensato io , per quanto possa sembrare un velato pippone non lo è ma è una riflessione che faccio per me stessa, per mio marito, e per chi ogni giorno affronta questo nuovo viaggio.

Perchè non ci dobbiamo illudere che sia facile, non lo è per nessuno, ma ne vale e ne varrà sempre la pena.

Ringrazio Valeria Piras di Ricordi di Luce per la bellissima foto del mio pancione.

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