“Mio figlio non è un malato di serie B” parla la mamma di un bimbo autistico

Oggi parleremo della battaglia di una mamma. Una lotta contro il sistema, che non permette al suo bambino di ricevere le cure necessarie per crescere sano. Questa mamma battagliera ci ha contattato proprio per raccontarci le sue lotte e, visto che noi di Vitae potevamo dare una mano, abbiamo deciso di aiutarla nel suo importantissimo progetto.

La mamma in questione si chiama Maria Giovanna Carlini, ha 36 anni, originaria di Cagliari vive a Modena da qualche anno per questioni lavorative. Il suo bellissimo bambino, per cui Maria Giovanna combatte tanto, si chiama Francesco, ha 3 anni e mezzo ed è autistico.

autismo

“Quando sono rimasta incinta della seconda bambina”, racconta Maria Giovanna, “per problemi lavorativi ci siamo dovuti trasferire a Modena. L’estate scorsa abbiamo visto che Francesco, a 15 mesi, aveva perso l’uso della parola. I medici giustificarono il tutto dicendo che poteva essere un trauma del trasferimento o una gelosia verso la sorellina, solo dopo un po’ di tempo si accorsero che era autistico. Da li è iniziato il nostro calvario, questo perché in Emilia Romagna la terapia tipica consiste nel fare andare il bambino due volte la settimana per 45 minuti. Diciamo che per alcuni tipi di autismo è una terapia sin troppo blanda, ad esempio lui avrebbe proprio bisogno di una terapia comportamentale”.

Esiste una terapia ABA, che è appunto una terapia dedicata ai bambini con il suo tipo di autismo e non solo. Nata 40 anni fa, la terapia ABA mira a migliorare l’aspetto comportamentale e cognitivo del bambino, sopratutto in ambito relazionale, in modo da permettergli di vivere una vita più normale possibile. Nelle Marche questa terapia è riconosciuta e sopratutto gratuita, mentre in Emilia Romagna ma anche in molte altre regioni (tra cui la Sardegna) non viene riconosciuta se non ad alcuni bambini in età scolare, ma per bambini piccoli come Francesco è a pagamento.

Francesco ha avuto una diagnosi di autismo precoce e la terapia ABA per lui non è prevista, se non pagando 20 euro all’ora. Per poter vivere una vita quanto meno dignitosa, avrebbe bisogno di fare una terapia di 40 ore settimanali, un costo decisamente troppo alto per la sua famiglia.

“Francesco avrebbe assolutamente bisogno di fare la terapia ABA”, continua Maria Giovanna, “ho la lanciato una petizione per far si che questa terapia venga riconosciuta e dispensata dalla ASSL, in modo che tutti i bambini con queste problematiche possano usufruirne. Io, in questo momento, vedo il mio bambino un malato di serie B, perché non gli viene dispensata la sua terapia. Mi sembra come se ad un malato di distrofia muscolare, gli si facesse pagare la fisioterapia.

Ho lanciato la petizione in primis per poter rendere fruibile a tutti i bambini questa terapia, ma anche per mettere un po’ di luce sul mondo dell’autismo, perché mi sono resa conto che siamo circondati da tanta ignoranza e tanta paura. Conosco genitori che non ammetterebbero mai l’autismo del figlio o baby sitter che scappano se il bambino lo è”.

L’autismo è una malattia che ha tante sfaccettature. Francesco, per esempio, in casa va in escandescenza e diventa autolesionista. Se una posata è messa per lui male arriva persino a dare testate dove gli capita, quindi avrebbe bisogno di fare una terapia a domicilio visto che quando invece è fuori casa il suo comportamento cambia radicalmente.

“Io mi sento abbandonata. Anche molti altri genitori come me si sentono cosi.” continua Maria Giovanna, “Francesco per fortuna è sempre allegro, la cosa più bella che ha e che nonostante le crisi non ha mai perso il sorriso. Nonostante l’autismo gli abbia procurato diversi disturbi come può essere quello di mordersi, dare testate, allineare tutti i giochi, o perdere la parola, lui non ha mai perso il sorriso”.

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Maria Giovanna crede fermamente che tutto cambierebbe se al suo bambino fosse permesso di seguire il percorso ABA, e crede che tanti bambini come suo figlio poterebbero migliorare notevolmente grazie a questo percorso, quindi qui sotto mettiamo il link per chi fosse interessato a firmare la petizione.

Una firma non costa e può migliorare la vita di molti bambini.

Clicca qui per firmare

L’autismo è una malattia molto grave che colpisce sopratutto i bambini, una firma in più può rappresentare una speranza in una vita migliore.

2 pensieri su ““Mio figlio non è un malato di serie B” parla la mamma di un bimbo autistico

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