“Vi racconto come ho sconfitto ansia, depressione e ipocondria”

Si può uscire dall’ansia, dalla depressione e dall’ipocondria? Una domanda che, chi ci è passato, si fa spesso. Quando si è dentro il vortice, non si vede nessun uscita. Sembra che tutto il mondo sia costruito appositamente per caderci sopra. Ma si, si può uscire da questo inferno. In diversi modi a dire il vero. Luca Tateo in questa bellissima lettera, scritta per il gruppo privato di Vitae dedicato ad aiutare chi soffre di ipocondria, ci racconta la sua storia e di come è riuscito a vincere la guerra.

Buona lettura.

Scrivo in punta di piedi e con molta umiltà, come sono riuscito a vincere attacchi di panico, depressione e via dicendo. Faccio questa premessa perché non voglio insegnare niente a nessuno. Non voglio fare la figura del saputello o di quello che ne sa un treno… Sono disponibile a rispondere a domande e ad aiutare, ma lo faccio sempre con molta umiltà.
Allora… un pomeriggio d’estate, ero sul divano di casa ed all’improvviso, ho iniziato a sentire il cuore battere più forte. Lì per lì non ci feci molto caso, ma la mente non smetteva di pensare al cuore che batteva, così sono uscito a fare una passeggiata. Niente, nemmeno quello. Vado in parrocchia, mi metto a giocare e per un po’ sembra che la cosa passi. Poi invece, all’improvviso, ecco che mi attacca con tutta la forza di cui è capace. Vertigini, tachicardia, gambe molli, nausea. Fermi tutti!

Da quel giorno, è iniziata la mia fine. A poco a poco, avevo sempre più paura di uscire. Tornare nei luoghi dove avevo avuto gli attacchi poi era impensabile. Non riuscivo più a stare in luoghi affollati (facevo l’università e l’abbandonai), non riuscivo a fare una fermata di autobus, dovevo scendere subito, soprattutto quando l’autobus era strapieno. E guai a far vedere che stavo male, guai! Cercavo di nascondere tutto. In casa, le cose erano anche peggiori. Non riuscivo più mangiare, a dormire da solo (dormivo con la mamma nel letto), ero dimagrito e avevo persino paura di ridere (non si sa mai che mi si potesse rompere qualche vena nello stomaco), dormivo quasi tutte le mattine e non giocavo più a pallavolo (avevo iniziato a 6 anni ed era il grande amore della mia vita). Insomma, non vivevo più.

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Un giorno mi sporsi sul davanzale del balcone pensando di farla finita… ma non ne ebbi il coraggio. Una mattina, la mia seconda mamma (la mia nonna materna), mi portò alcuni settimanali (Oggi, Gente, ecc.) e su uno di questi, lessi la storia di Annalisa Minetti, la cantante NON vedente. Quando lei seppe che sarebbe diventata cieca, disse che doveva scegliere se vivere o morire. E scelse la vita. Ecco, ho letto quella frase e… non so come e non so perché, nella mia testa qualcosa è scoccato. Ho iniziato una risalita lenta, ma costante. Ho iniziato a divorare libri di psicologia, autostima, e via dicendo. Sono andato da uno psichiatra (una sola volta, ma è bastata, perché mi ha salvato la vita), che mi ha dato dosi di serotonina e qualche goccia di calmante, ma in dosi molto basse. A poco a poco, ho recuperato la mia vita.

Ma sia chiaro, non è stato per nulla facile. Sono dovuto arrivare ad un punto così basso, che mai avrei pensato di poter riuscire a risalire. Anche la Fede è stata MOLTO importante. Ma più di tutto, è stato il carattere che ho avuto, che mi ha aiutato a non arrendermi, non abbandonarmi. Ci sono voluti tanti e tanti mesi, ma alla fine, ho vinto io. Mi sono così tanto appassionato a questo, che ho deciso di studiare medicina e chirurgia, per riuscire ad aiutare le persone che passano attraverso questi oscuri cammini.


Ecco, di seguito vorrei darvi alcuni consigli che sicuramente già conoscerete, ma non si sa mai:

1) Non si muore di attacchi di panico o ansia. non si muore. nessuno è mai morto. sono attacchi subdoli e vigliacchi, ma non si muore;
2) Non vergognatevi di ammettere di soffrire di attacchi di panico. è una cosa liberatoria ammetterlo e dirlo a chi vi sta vicino. non soffocate il vostro stato d’animo o le vostre ansie. siate voi stessi;
3) Il segreto è’ nella mente. comanda tutto lei. il corpo lo comanda la mente, cosi’ come l’ansia e via dicendo. parte tutto da qui. controllatela e avrete risolto l’80% del problema;
4) Seppur lunga, non dovete mollare mai, mai mai e poi mai. si guarisce, si guarisce;
5) Dovete fare un reset della vostra vita. cancellare tutto quello che e’ successo prima del panico, riaccendervi e ricominciare. e’ una sorta di rinascita. dovete dimenticarvi di tutte le regole apprese, fare pulizia nel vostro cervello e iniziare finalmente a vivere, a qualsiasi eta’ non e’ mai troppo tardi.

Dovrete avere una forza di volontà grande, ma grande davvero.

Adesso, senza presunzione, mi sento molto più forte di prima. e’ stata la cosa migliore che potesse succedermi. lo dico adesso, ovviamente, ma vi giuro che superare una cosa così, può darti solo e soltanto forza.
Non so quanto tempo ci voglia per guarire, ogni caso è diverso, ma posso dirvi che se volete, lo volete davvero, se ne esce. Io ne sono la prova vivente.”

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