Lattosio: allergia o intolleranza? Ti spiego la differenza

Articolo scritto dalla dottoressa Cristina Fanni

 

L’allergia alle proteine del latte rientra appunto tra le “allergie”, quindi coinvolge il sistema immunitario.

L’intolleranza al lattosio rientra invece tra le “intolleranze”, ovvero tra i disturbi causati dalla carenza o insufficienza di una sostanza chimica necessaria a metabolizzare correttamente un nutriente.

L’allergia alle proteine del latte è una delle allergie alimentari più comuni. Colpisce soprattutto i bambini fino a tre anni, con un picco di incidenza nei bambini di 3-5 mesi. Si calcola che questo tipo di allergia colpisca tra il 2% e il 3% dei bambini. L’80% dei bambini che sviluppano un’allergia alle proteine del latte, ha buone probabilità di superarla con lo sviluppo.

Responsabili di questa allergia sono le principali proteine del latte: caseina, alfa-lattoalbumina e beta-lattoglobulina.

Quando un soggetto allergico a queste proteine ne ingerisce una quantità anche piccola, il sistema immunitario le percepisce subito come dei nemici e quindi scatena una reazione per eliminare questa sostanza percepita come nociva.

Questa reazione può essere molto violenta, e, nei casi più gravi, può portare anche a uno shock anafilattico.

Chi è allergico alle proteine del latte non ha molta scelta. Spesso l’unico rimedio consiste nel rinunciare del tutto al latte e ai latticini.

A differenza dell’intolleranza al lattosio, nel caso dell’allergia, anche piccole quantità possono causare una reazione allergica grave.

Ecco perché su alcuni prodotti si può trovare la dicitura “può contenere tracce di latte”. Significa semplicemente che nello stabilimento in cui il prodotto è stato realizzato si utilizza il latte, magari per altri prodotti e questo potrebbe avere contaminato il prodotto del quale stiamo leggendo l’etichetta.

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L’intolleranza al lattosio coinvolge l’intestino. Questo disturbo colpisce milioni di persone, in percentuali differenti in base alle diverse regioni geografiche. Spesso insorge con l’età adulta, ed è destinato a peggiorare con l’età.

L’intolleranza è causata dalla mancanza di un enzima, la lattasi. Questo enzima è prodotto nell’intestino tenue e ha il compito di scindere il lattosio in due zuccheri semplici, glucosio e galattosio. Questi zuccheri semplici sono facilmente assimilabili dall’organismo.

Se la lattasi è mancante o insufficiente, il lattosio non viene digerito. Esso quindi raggiunge il colon, dove viene attaccato dai batteri locali. Durante questo processo si liberano gas come idrogeno, anidride carbonica e metano, responsabili dei sintomi dell’intolleranza al lattosio.

Chi è intollerante al lattosio è in grado di consumare alcuni derivati dal latte, come ad esempio lo yogurt o il kefir, molti formaggi stagionati e alcuni formaggi freschi. Anche se ingerisce piccole quantità di lattosio, inoltre, può non manifestare i sintomi dell’intolleranza al lattosio.

L’intolleranza al lattosio, come abbiamo detto, è dovuta alla mancanza o alla carenza dell’enzima lattasi.

Grazie alla tecnologia farmaceutica, la lattasi può essere integrata per via orale, e sopperire così alla carenza che causa i sintomi dell’intolleranza al lattosio. In farmacia trovi integratori o farmaci che svolgono questa funzione.

Fonte: http://www.lactease.com

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