La parola al dottore: Attenti ai funghi

Ecco un nuovo capitolo della rubrica “La parola al dottore” del nostro dottore Ernesto Deina. Questa volta entriamo nel mondo dei funghi ….

Alcuni amici mi hanno chiesto se si conosca il motivo per cui certi funghi causino un’intossicazione benigna, mentre altri sono responsabili di veri e propri avvelenamenti. cioè di situazioni patologiche potenzialmente mortali. Per rispondere a tale domanda è necessario rifarsi alla classificazione delle sostanze tossiche che, sulla base del loro meccanismo d’azione, le divide in due gruppi: quelle ad azione “funzionale” e quelle ad azione “lesionale”, detta anche “parenchimale”. Le prime sono solo capaci di alterare una o più funzioni fisiologiche (cardiocircolatoria, digestiva, nervosa, endocrina, eccetera) nel senso di una loro accentuazione o, viceversa, di una loro depressione, senza comunque causare danni anatomici agli organi le cui funzioni sono state alterate.

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Detta così, la cosa potrebbe apparirvi poco chiara e per spiegarmi meglio vi faccio un esempio banale: se, invece delle solita tazzina di caffè, ne beveste l’intero contenuto di una grossa caffettiera, dopo qualche tempo sentireste aumentare la frequenza cardiaca e quella respiratoria, potrebbe comparire un leggero tremore alle mani, qualche vostro eventuale tic nervoso potrebbe accentuarsi  e potrebbe manifestarsi una vera e propria agitazione psicomotoria. Si tratta degli effetti eccitatori della caffeina, che comunque andrebbero progressivamente scemando con la graduale eliminazione della caffeina dall’organismo, per scomparire finalmente del tutto, ripristinando così una situazione di completa normalità. A questo punto, comunque, non sussisterebbe alcun danno anatomico a carico degli organi la cui funzione sia stata alterata. Diverso è il comportamento dei tossici lesionali che, assunti in dose sufficiente, causano lesioni anatomiche più o meno gravi a carico degli organi interessati,  con conseguenze potenzialmente mortali. Ne consegue che mentre nel primo caso i sintomi sono reversibili in quanto dovuti solo alle funzioni temporaneamente alterate, nel secondo essi conseguono alle lesioni anatomiche. Sappiamo che i funghi responsabili di intossicazioni benigne contengono tossici di tipo funzionale, mentre gli altri contengono tossici con capacità lesionali. Ciò spiega anche la diversa latenza clinica, intesa come il tempo che intercorre in minuti, ore o giorni, dall’ingestione del fungo alla comparsa dei primi sintomi dell’avvenuta intossicazione. Sappiamo infatti che le intossicazioni funzionali hanno di regola una latenza breve, che va da pochi minuti a un massimo di sei ore e che dopo le sei ore siamo molto probabilmente nel campo di quelle lesionali. Come si spiega questa diversa latenza? La risposta è abbastanza semplice: per alterare una funzione fisiologica, il tossico ha bisogno solo di entrare in contatto con i recettori delle cellule interessate; per causare lesioni anatomiche, invece, esso deve penetrare nella cellule e farvi tutto il lavorio necessario per danneggiarla, a ciò richiede de tempo.

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