Lettera di un padre: “Per amore di Serena vi chiedo aiuto”

Qualche tempo fa è arrivata una mail ai nostri contatti di Vitae, ed è proprio oggi, il giorno della Vigilia di Natale, dove tutti dovremo essere più buoni o almeno facciamo finta di esserlo che io ho deciso di condividere con voi questa lettera e di raccontarvi la battaglia che ogni giorno un padre affronta per la sua bambina.

Da padre vi prego di condividere. Credo nei sogni e nel potere di un sorriso, Serena per me , è tutto questo , è una piccola guerriera affetta dalla nascita da una Disabilità grave , prego per lei e spero quanto prima di ridarle la serenita ‘ . Chiedo  a tutti coloro che leggono questo post , di condividerlo, i ” mi piace ” , le ” faccine” ed ” altre cose ” , non servono , aiutateci ad alimentare la Speranza!. Aiutiamo Serena , ognuno di voi puo’ farlo !!!! Salve sono Abramo Zampella , sono un uomo, un marito, un padre che  lotta quotidianamente per avere una vita dignitosa per mia figlia , questo dalla fine del 2013 ormai , una lotta contro il tempo…, perché’ i nostri risparmi non dureranno in eterno. Combattiamo , nella totale indifferenza di tutti, mentre conto i giorni che passano tutti uguali  mi domando ” cosa ne sara’ di noi ? ” . Di sicuro nessuno ci vieta di pregare e di sperare che qualcuno ci aiuti.

 Sono una persona che ha dovuto dimenticarsi di avere un privato , questo e’ uno dei tanti appelli , ma e’ l’unica cosa che mi resta sperando sempre che qualcuno possa aiutarmi e mi offra un lavoro. Lotto ogni giorno , invio curriculum, cerco di scrivere a chi ritengo ci possa aiutare, cosa posso fare di piu’ ? Questo solo per ritornare quanto prima al nostro anonimato, ma a 46 anni e’ difficile , faccio tutto questo grazie alla forza che mia figlia è riuscita a trasmettermi , si, esatto , è stata Serena ad insegnarmi a combattere e a non arrendermi , lei lo fa tutti i giorni e io ci devo provare. Lei è la nostra gioia, la forza che mi fa andare avanti nei momenti in cui sono triste, nei momenti in cui piango, nei momenti in cui ho paura di non farcela, lei è l’unica capace, con la sua costanza e con il suo coraggio di insegnarci, che questo mondo anche se difficile , incerto, comunque và vissuto. Non cerco un lavoro per avere una macchina nuova o andare in vacanza in un villaggio turistico, o per acquistare vestiti firmati , ma ” solo ” per assicurare le cure di mantenimento a mia figlia Serena che lotta contro la Distrofia Muscolare di tipo Becker (DMB), una malattia che fa degenerare le fibre muscolari e limita ogni giorno di più i suoi movimenti, Serena segue terapie riabilitative ed effettua continui esami e controlli . Anche se ho compreso che ad oggi , sono troppo giovane per andare in pensione e troppo vecchio per il mondo del lavoro, sono diventato un Dimenticato , mi sento perché lo siamo , invisibili per politica , stato, chiesa, istituzioni, concittadini, famiglia , che preferiscono girarsi dall’altre parte, preferiscono pensare che il problema è’ di chi c’è’ l’ha, insomma non ho speranze , preferiscono essere indifferenti , anche se alla fine basterebbe poco. Se qualcuno Volesse Aiutarci, vorrei tornare a lavorare , abito a Caivano in provincia di Napoli , ho esperienze come manovale edile , operaio in produzione , operaio generico autista in ditte edili e non , sono in possesso di patente C , Cqc e scheda tachigrafica ,non chiedo soldi ma solo un lavoro che mi permetta di aiutare Serena perché di questo si parla non di altro . Vi lascio il mio numero 333.80.07.822 . Abramo Zampella il papa’ di Serena .”

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Questa è la lettera che Abramo Zampella ha deciso di inviarci , insieme alla sua storia e a quella della sua famiglia, una storia amara delle volte ma ricca di coraggio.

Le parole che Lui usa sono parole forti, e più volte mi sono domandata se veramente un’articolo del mio blog  potesse servire a qualcosa.

Ma d’altronde in un anno di storie condivise, persone nuove e tante nuove avventure ho imparato che non tutte le persone che incontriamo sono egoiste e indifferenti.

In un mondo dove ormai regna la superficialità,  dove facciamo finta di non vedere chi ha bisogno d’aiuto, dove girarsi dall’altra parte è diventata un’abitudine, voglio credere , voglio sperare che in mezzo a questo caos fatto di persone non più cosi umane ci sia ancora qualcuno che per una volta possa aiutare uno sconosciuto.

E’ difficile pensare a come un padre, una madre, possano sentirsi inermi davanti alla malattia di una figlia ma è ancora più difficile immaginare come possano sentirsi nel non riuscire a pagare le cure, l’assistenza e ciò di cui questa bambina ha bisogno.

E’ la vigilia di Natale, lo è un po’ per tutti noi, credenti o meno, per un anno voglio credere che i miracoli possano esistere e che nel trambusto della preparazione dei cenoni qualcuno possa fermarsi solo un’attimo a ragionare, a capire se può fare qualcosa per un altro essere umano.

Non sono di quella zona e purtroppo non ho un lavoro da offrire ma con il mio blog posso far girare il più possibile questo appello sperando che anche voi che state leggendo lo facciate, in modo che questa lettera arrivi nelle mani giuste, nelle mani di qualcuno che veramente possa fare qualcosa.

Ho deciso di augurare buon Natale con questa riflessione di vita, con questa testimonianza, per non perdere il vero spirito del Natale, che non è quello delle grandi abbuffate ma è la solidarietà, l’amore per gli altri esseri umani.

Spero per te caro Abramo di esserti stata d’aiuto e spero soprattutto che in questi giorni tu possa trovare quello che cerchi, per la tua felicità ma soprattutto per tua figlia Serena.

Vitae augura a tutti un sereno e solidale Natale.

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