Marco Galli, campione paraolimpico e cantante su sedia a rotelle: ” La mia vita a mezza altezza.”

Oggi su Vitae intervisteremo un ragazzo un po’ pazzerello , il suo nome è Marco Galli e da 33 anni convive con una tetraparesi spastica che lo obbliga su una sedia a rotelle.

Ciao Marco, parlami un  po’ di te e della tua patologia.

“Ciao Federica. .. ebbene sì sono 33 anni che quasi non alzo il culo dalla sedia, anche se devo aggiungere un quasi visto che un pochino cammino solo un pochino però.e me ne sento fortunato in quanto è tutta la vita che convivo con una tetrapstesi spastica che mi fa compagnia da tutta la mia esistenza ma non mi ha mai impedito di “vivere così, col sole in fronte” e il petto verso la vita.

Si, non ho gli occhiali di Pollyanna non sempre tutto è positivo ci sono tante situazioni in cui mi devo come dire adattare (ad esempio la mia vita costellata di culi e piedi e non perché sono ballerino ma per il fatto che vivendo “a mezza altezza” queste sono le prime parti del corpo che noti in una (parliamo al femminile) donna. Tra culi e piedi le mie giornate si distendono tra il lavoro di impiegato la carriera di ballerino di paradance (specialità latino americano) e di cantante (vivere a mezza altezza è un’autocitazione titolo di un mio pezzo).”

Ho capito che la tua vita, nonostante la malattia , rimane una vita molto attiva. Parlami un po’ delle tue passioni, il ballo e il canto. Come sono nati questi amori?

“Il canto su un treno di ritorno da una giornata di mare con amici, quello che poi è diventato il mio amico fraterno aveva con sé una chitarra un po’ per scherzo un po’ no sentendomi cantare mi ha esortato a cominciare a cantare. Da lì è nato il mio amore per la musica.

Il ballo è nato per opportunità. Considerandomi disabile dalle ginocchia in giù ho sempre saputo che mi piacciono molto le donne e fu così che da cestista, tra un giro di campo e l’altro spostavo la mia attenzione in Giulia la ballerina bipede che insieme a tutto il gruppo di ballo su sedia divideva lo spazio con noi basketari. Mi son fatto coraggio e ho deciso di cominciare a ballare. Con Giulia non andò molto bene ma la devo ringraziare ogni giorno perché mia lasciato in dote una vera profonda carnale passione per la danza”

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Parliamo allora di un’altra tua passione, a quanto ho capito, le donne, con l’altro sesso come ti trovi?

“Siete il dono più bello del mondo peccato che il vostro libretto di istruzioni sia più difficile da decifrare di quello di una libreria Billy da montare. Vi amo,ma mi ci perdo, non vi capisco.

Sono single per scelta…delle donne.”

Allora torniamo su un’argomento più facile, il ballo. Quante soddisfazioni ti ha dato o ti dà? Quanto ti alleni al giorno?

“Tante domande tutti insieme sono uomo.

Il cammino nel ballo è sempre in divenire soprattutto da quando ho trovato finalmente, dopo tanto tempo la stabilità di coppia con la super ballerina Power girl Alice che ha la metà dei miei anni e una forza di volontà prorompente che mi ha contagiato fino a farmi perdere 20 kg e a farmi diventare vice campione regionale e vice campione italiano questo solo nel 2018, che è stato anche l’anno che ci ha visto partecipare per la prima volta agli europei dove siamo arrivati i settimi facendo la finale, sicuramente è un buon inizio ma non ci accontentiamo.

Adesso abbiamo i radar puntati sui prossimi campionati italiani assoluti che ci vedranno impegnati giusto Domenica prossima il 27 di questo mese a Rimini e non mi chiedere previsioni perché sono sotto preparazione non voglio dire niente di cui poi mi posso pentire.

Per quanto riguarda gli allenamenti è difficile quantificare perché se è vero che con Alice mi alleno un paio di volte a settimana, di cui una praticamente tutto il pomeriggio, è anche vero che il ballo, come tu mi insegni, perché un uccellino mi ha detto che sei stata ballerina, più che uno sport è una filosofia di vita quindi linea verticale bella forte, muscoli della schiena ben tesi, collo allineato, testa non giù non su ma mezzo e soprattutto sguardo alto e fiero sempre tutti i giorni. “

Mi sembra che il ballo ormai ti sia entrato nel sangue ma so che anche il canto non è da meno e che hai scritto anche qualche canzoni, ti và di dirci qualcosa in più?

“Ho scritto un bel po’ di canzoni, una “Non è più un problema” canzone seria che parla della mia condizione .

“Vivere a mezza altezza” canzone molto più introspettiva che si interroga sul significato del concetto di normalità.

“Più grulli di te”un pezzo liberamente ispirato alla storia di Nicolò Matteucci e del suo modo di vivere la malattia oncologica che lo ha sorpreso da piccolo ma dalla quale  sta uscendo alla grande.

“Il fantasma movimento” una canzone che parla del tempo che ti rapisce che passa inesorabile e non ti fa vivere la vita per come vorresti.

Tutti questi pezzi sono da incorniciare in dei contesti particolari ad hoc e sono stati scritti con il mio amico fraterno Alberto Billone che è quello della chitarra in treno di cui ti parlavo prima.”

Adesso andiamo sul serio, parlami di cosa vuol dire vivere su una sedia a rotelle.

“È la mia vita io non so cosa vuol dire vivere su due gambe funzionanti e due piedi ben saldati per terra, è il mio equilibrio che mi rendo conto sia speciale, perché il mondo va ad un’altra velocità ,stando seduti è difficile raggiungere  la velocità dei bipedi ed è ancora più difficile mantenerla, ma se siamo venuti al mondo è perché penso che abbia uno scopo e la vita è fatta per perseguirlo”

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Che consiglio daresti a un ragazzo che si trova sulla sedia a rotelle ma, che a differenza tua, non riesce a vederne i lati positivi?

“Di provare ad alzare lo sguardo perché è lì che troverà il sole.

E’ difficile, dobbiamo passare dal nero più totale, ma questo ci deve servire a capire chi siamo e cosa siamo in grado di fare, una volta passato questo possiamo cominciare a capire come approcciarsi al mondo e capire che non siamo diversi ma siamo unici”

Essere unici, è questo che oggi Marco con le sue mille passioni e la sua autoironia ci hanno voluto trasmettere.

Vedere il mondo da una prospettiva diversa, con una velocità diversa, difficile da capire senza dubbio, soprattutto per chi, ogni giorno, riesce a vivere una vita più o meno normale, ma questo ballerino-cantante paraolimpico ci ha illuminato una vita diversa, unica.

In bocca al lupo per le tue gare e…che vinca la carrozzina migliore.

Non dimenticare di leggere altre storie di vita, sul nostro blog, clicca qui.

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