Diario di una mamma sclerotica : la sub-intensiva

Questa è la storia dei primi giorni del mio bambino e dei miei primi giorni da mamma sclerotica,ma soprattutto i miei giorni nella terapia intensiva neonatale dove, come molti altri bambini, c’era mio figlio. Per chi è la prima volta che apre il mio diario vi consiglio di leggere alcuni articoli , almeno quelli collegati in modo da capirci qualcosa:

Per leggere l’inizio della storia clicca qui.

Seconda parte clicca qui.

Terza parte clicca qui.

Quarta parte clicca qui.

Quinta parte clicca qui.

Sesta parte clicca qui.

….Inizia una nuova giornata e come sempre mi vesto e vado al policlinico universitario, dove il mio piccolo Christian è ricoverato.

Prendo sempre il solito ascensore, ormai è diventato tutto una routine, come se fossi di casa, suono alla porta della terapia intensiva neonatale.

Come sempre mi chiedono chi sono e io, come ogni giorno rispondo che sono la mamma di Christian, aspettando cosi che mi aprano la porta.

Oggi però è diverso, dopo qualche secondo di silenzio l’infermiera, dall’altra parte del citofono mi dice:

  • Signora il bambino è stato trasferito in subintensiva deve suonare all’altra porta.

Guardo mio marito con gli occhi sgranati e sorrido.

Finalmente lo hanno trasferito, vuol dire che non ha più bisogno di cure h 24, sta migliorando, magari frà un po’ potrò anche portarlo a casa.

Mi affretto a suonare all’altra porta, mi fanno entrare.

Reparto nuovo procedure nuove penso, invece no ,  c’è sempre la solita storia del camice, del lavaggio mani, l’unica cosa che posso evitarmi è la cuffia, beh sempre meglio di nulla.

Noi mamme della terapia intensiva ci accontentiamo di poco, ogni cosa ci dà nuova speranza, per fortuna penso, perché in questi posti di speranza ne serve veramente tanta.

Entro nello stanzone, anche qua ci sono se solite incubatrici solo meno infermiere.

Mi avvicino alla culla di Christian, come al solito dorme, ha sempre i suoi cavetti per misurare saturazione e battito , non mi sembra sia cambiato poi cosi tanto.

Chiedo all’infermiera se posso prenderlo, paradossale no? Il bambino è il mio ma devo chiedere a un estraneo se posso tenere in braccio mio figlio, ma noi siamo abituate , li è normale cosi, e noi mamme abbiamo spirito di adattamento quindi sappiamo che anche se fa male è la cosa giusta.

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L’infermiera stacca i fili, fa uscire il mio bambino dall’incubatrice e riattacca i fili, mi chiede se voglio dargli il biberon, sorrido e annuisco.

Una cosa cosi normale come dare da mangiare al proprio bambino per noi non è cosi scontata.

Mi sento cosi imbranata eppure ho tenuto un sacco di bambini n braccio, ma lui lo vedo cosi delicato, chiedo all’infermiera se lo posso dare in braccio al papà, avevo una paura terribile della risposta, quasi stessi facendo un crimine, l’infermiera mi sorride e mi dice che devo decidere io.

Wow per la prima volta posso decidere una cosa di mio figlio, passo il bambino a mio marito che quasi terrorizzato lo prende in braccio , in un mix tra l’imbranato e il commosso inizia a cantargli una ninna nanna che gli cantava anche quando era in pancia.

L’infermiera mi dice che posso iniziare a portare dei vestitini per quando lo toglieranno dall’incubatrice.

Vogliono 3 tutine e una copertina.

Beh senza dubbio questo è un bel passo in avanti.

Si è fatta sera ed è ora di tornare , per giunta fuori diluvia, è strano come sembri che non ci sia tempo qua dentro mi sembro quasi dentro un rifugio antiatomico.

Usciamo dalla sub intensiva e davanti agli ascensori della terapia intensiva neonatale c’è una mamma in camicia da notte abbracciata a un uomo , forse il padre e piange a dirotto.

Mi pervade un senso di tristezza e mi porta indietro a quando avevano appena ricoverato Christian , che tristezza, ma non posso farmi prendere dall’angoscia la mia avventura non è ancora finita , devo conservare le forze…… To be continued……..

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Un pensiero su “Diario di una mamma sclerotica : la sub-intensiva

  1. Dio accompagni il vostro cammino.
    Lavoro in Sala Operatoria. Comprendo cosa stiate passando…
    Se posso, vi abbraccio, trasmettendovi energia e speranza per un percorso rapido ed un rientro a casa, in tempi rapidi.
    Ciaooooooo
    Dina

    "Mi piace"

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