Erika: Mio figlio è nato senza arti, vorrei conoscere altri genitori come noi, aiutatemi.

Oggi vi racconterò una storia d’amore, ora starete pensando che è una fra le tante ma non è cosi.

E’ la storia di due giovani genitori, Erika e Giuseppe e del loro bambino, Daniel.

Anche questo vi potrà sembrare banale ma vi giuro che non lo è affatto.

Erika vive in Germania con il compagno ma entrambi sono di origine sarda.

All’inizio della gravidanza ha deciso di farsi seguire in Germania e di venire successivamente in Sardegna a partorire per avere vicino la sua famiglia.

Si rivolge a una clinica vicino a dove vive, una clinica cattolica, la ginecologa ha più di 30 anni di lavoro alle spalle ed Erika si fida molto di lei.

Segue tutto quello che gli dice, fa tutti gli esami, i controlli e le ecografie, alcune anche in 3D, lei dice che và tutto bene, tutto perfetto, Erika è al settimo cielo, come ogni mamma che aspetta il suo primo bambino.

“Ho scoperto di aspettare Daniel intorno alla settima settimana, feci il test la sera ed uscì subito positivo” Ci racconta Erika “Avevo prenotato subito la prima visita in una clinica cattolica ad Oldenburg  e successivamente sono andata in uno studio per registrarmi in modo che mi seguissero per tutta la gravidanza.

La mia è stata una gravidanza bellissima , senza nausee, ero in piena forma fisica, ero energetica, mi sentivo bene.

Sono stata seguita per tutta la gravidanza in Germania, sempre dalla stessa ginecologa, avevo deciso però che avrei voluto partorire a San Gavino per passare i primi mesi dopo la nascita di Daniel con la mia famiglia. “

E cosi è successo, Erika è tornata in Sardegna a fine gravidanza ed il 30 dicembre 2018 nell’ospedale di San Gavino è nato Daniel.

“Nell’ospedale di San Gavino mi hanno ricoverata per indurmi il parto a 39 settimane, ormai ero senza liquido quindi doveva nascere” continua Erika “ Dopo tre giorni d’induzione decisero per un cesareo d’urgenza. Nella sala, dopo la nascita di Daniel, i medici mi chiesero chi mi aveva seguita durante la gravidanza e da lì capì che qualcosa non andava. Quando mi hanno detto che mio figlio era nato senza mani, piedi e senza metà gamba ero ancora attaccata ai macchinari.

Me lo ricordo benissimo, io da subito avevo capito che non andava qualcosa, avevo visto la reazione dei medici e delle infermiere, avevano un’aria triste e mi chiedevo come fosse possibile visto che sono sempre pronti al peggio.”

Daniel è nato con una rara malformazione a tutti e quattro gli arti, Achiria bilaterale e emimelia alle gambe.

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Erika non sapeva nulla, in Germania  non era assolutamente stata messa al corrente di questo problema che aveva il figlio, nonostante le numerose ecografie , alcune anche in 3D, la ginecologa non gli aveva mai detto di questa malformazione.

All’ospedale di San Gavino si sono trovati spiazzati da questa nuova situazione alla mamma del tutto sconosciuta.

“Quando tornarono in sala operatoria la ginecologa e la pediatra mi dissero che Daniel era nato con una grave malformazione” Continua a raccontare Erika “ Io pensavo fosse solo un brutto sogno, ho sempre pensato che Daniel stesse bene. Avevo fatto 3 ecografie in 3D dalla diciannovesima settimana, per me era impossibile questa malformazione. Dopo un paio di minuti ho elaborato e sono scoppiata a piangere. Ho chiesto di vederlo prima del suo trasferimento al policlinico, ho dovuto insistere molto ma poi hanno ceduto.”

Il primo incontro di Daniel ed Erika avviene come quello di tanti bambini nati da cesareo.

“Mi portarono Daniel tutto infagottato nella coperta e me lo poggiarono vicino alla guancia, lui smise subito di piangere” Erika continua il racconto della sua storia “ Allora chiesi di vederlo senza copertina, la tolsero e vidi che gli mancavano le manine , i piedini e metà gamba.”

A Erika servirono un paio di giorni per elaborare il tutto, al ritorno in camera i suoi famigliari erano in lacrime, nessuno poteva immaginare questa cosa.

Era stata seguita per tutta la gravidanza in Germania da una ginecologa ormai esperta del mestiere che non aveva mai fatto intuire questo problema del piccolino.

“I medici mi fecero qualche domanda, anche loro dovevano capire il perché.” Riprende Erika “ Sono stati veramente gentili e mi sono stati molto vicini. Dal policlinico il mio compagno ogni giorno mi portava notizie, la prima cosa che dissero è che la malformazione a gli arti di solito portava a una malformazione al cuore ma per fortuna non era cosi, Daniel era completamente sano.”

Non si è mai capito il perché della malformazione di Daniel, tutt’ora stanno eseguendo test del DNA e varie visite ma si è capito ancora meno come mai la ginecologa tedesca non abbia parlato, perché non ha comunicato a questa mamma la situazione del suo bambino? Aveva forse paura che potesse abortire? Ma non era comunque una decisione che spettava ai genitori e non a lei?

“Il quinto giorno ci comunicarono che dopo varie visite Daniel era risultato in perfetta salute e che potevamo portarlo a casa. Eravamo felicissimi, il rientro è stato veramente fantastico, Daniel finalmente stava con noi giorno e notte ed i miei mi hanno aiutato tantissimo. Dopo un mese e mezzo abbiamo deciso che era ora di tornare in Germania.”

E cosi mamma Erika , papà Giuseppe e il piccolo Daniel fanno i bagagli e tornano a casa loro in Germania.

Lì si sono dovuti organizzare per trovare un bravo pediatra, un bravo ortopedico ed un bravo fisioterapista e logicamente un bravo chirurgo.

Ogni settimana da quando Daniel aveva due mesi , il mercoledi và a fare fisioterapia, quattro volte al mese vanno in clinica per le varie visite, ogni giorno per circa tre volte Daniel deve giocare nel tappetino e ripetere gli esercizi e i giochi che gli vengono assegnati dal fisioterapista.

Daniel riesce ad afferrare gli oggetti e portarseli in bocca, a girarsi, a prendere il biberon da solo e a giocare da solo, è molto autonomo.

“Quando non riesce a fare una cosa ci riprova fino a riuscirci” Ci spiega Erika “Dimostra che anche senza gli arti è un bambino assolutamente normale. Fa tutto quello che fanno i bambini della sua età solo che lo fa diversamente, a modo suo.”

Ora Daniel ha 8 mesi ma ad un anno e mezzo dovrà subire i primi interventi alle gambe e verso i due anni dovrebbe iniziare a camminare con le protesi.

“Per quanto riguarda la ginecologa che mi ha seguito in Germania penso sia stata molto brava a fingere” Dice Erika “ Mi chiedo sempre come sia possibile che alla diciannovesima settimana era sicurissima che era un maschietto ma non si sia accorta che gli mancavo gli arti. Non mi sembrava un’incompetente, aveva 36 anni di lavoro alle spalle, ci ha sempre spiegato qualsiasi cosa delle ecografie, ci faceva vedere quando aveva gli occhi chiusi, la posizione, mi aveva indicato gli organi. Penso fosse un obiettore di coscienza , perché nelle visite non mi è mai parsa preoccupata, una volta ci aveva persino detto che Daniel si stava succhiando il pollice, assurdo no? Non credo che dopo 36 anni di esperienza veramente lei non abbia visto il problema. Lei diceva sempre che le ecografie erano molto belle e che Daniel si faceva sempre vedere bene, possibile che non abbia mai visto le gambe o le mani e se veramente non le ha viste perché non mi ha fatto vedere da qualcun altro? Non penso fosse cosi superficiale.”

Nonostante tutto Erika è ottimista per il futuro, sà che il suo bimbo avrà una famiglia felice circondato da tanto amore.

Ora Erika sta cercando altri genitori che hanno dei bambini con gli stessi problemi o almeno simili, per poter parlare confrontarsi e capirsi, inoltre su Facebook ha creato una pagina dove potete leggere tutti i progressi del piccolo Daniel (Per raggiungere la pagina clicca qui).

Noi quindi facciamo un appello, se altri genitori hanno o stanno affrontando la stessa o simile storia di Erika , scrivetegli anche sulla sua pagina , non tarderà a rispondere.

Noi non possiamo che augurare al piccolo Daniel una vita piena di gioia, soddisfazioni e serenità.

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2 pensieri su “Erika: Mio figlio è nato senza arti, vorrei conoscere altri genitori come noi, aiutatemi.

  1. Io sono nata con una malformazione simile, i miei genitori sono stati sorpresi alla mia nascita, il ginecologo aveva visto e taciuto. Ti posso dire che ora dopo tanto tempo, mi sono accettata, faccio una vita normale, forse più di quello che dovrei fare, ma non esistono limiti per chi vuole che non esistano.

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  2. ..ho pianto leggendo l’articolo…..ma di gioia!!!..Daniel è un bimbo caparbio..testardo..che non si arrende..e fino a quando non fà quello che vuole fare ci riprova..1..10..100..1000 volte ed alla fine ce la fà!!!..ho “conosciuto virtualmente” Daniel sulla pagina di Facebook “Mago George” (anche lui un grande)..vedendo i suoi video..rivedevo me da piccola..Ho 45 anni e sono Focomelica dalla nascita..le mie braccia non sono sviluppate (io le chiamo ali di pollo..😂)..porto una protesi alla gamba destra che mi aiuta a camminare e scarpe ortopediche (ed io che adoro il tacco 12..😏)..ma il piccolo Daniel ha la mia stessa forza..nei suoi occhi rivedo la mia stessa “sete di vivere”..lo adoro 😍 e spero un giorno di poterlo conoscere..di persona..gli impegnerò a “spaccare il mondo”..ma sono sicura che non ne avrà bisogno..lui il mondo lo spacca già..
    ..un beso Daniel..ed un abbraccio ai tuoi genitori..🤗💋

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