Diario di una donna col cancro, la stampella e l’attimo fuggente

Cogli la rosa quando è il momento,

che il tempo, lo sai, vola

e lo stesso fiore che sboccia oggi,

domani appassirà.”

Così scriveva nel lontano 1648 un famoso poeta britannico, Robert Herrick. Frase che la maggior parte delle persone, forse ricorderà come uno dei più bei quote, di uno dei più bei film della storia del cinema, L’attimo fuggente. Ma perché tirare in ballo questa frase, che si rifà al concetto filosofico del Carpe diem? Perché in questa pagina del diario (se vi siete persi le precedenti pagine del diario cliccate sul link), Francesca, quasi illuminata da una prospettiva che le offusca la vista sul futuro, si rende conto dell’importanza del presente, abbracciandolo e buttandosi su ciò che di più prezioso ha ora. Ed è così che passa dal terrore di usare una stampella, alla comprensione che le cose importanti sono altre. Perché il futuro non si può controllare, ma nel presente si può amare. Buona lettura.

Ho comprato un mucchio di cosette carine prima della terza chemio. Ho guidato auto e scooter, sono stata all’Ikea e ad una sagra, ho fatto un incontro di bagni armonici con le campane tibetane in un prato all’aperto tra zanzare, lucciole e cervi volanti, sono tornata in montagna… e ora la pago. Ho dolori fortissimi alla gamba e se cammino zoppico. Ho tanta paura. Visita non programmata con l’oncologa: ‘Francesca cara, devi rivedere la tua quotidianità, non può essere quella di prima’. Ah no? ‘Non puoi più caricare il peso sulla gamba sinistra, perché rischi la frattura a causa della criticità che hai sulle ossa, mi rendo conto che ora ti darò una brutta notizia ma dovrai usare la stampella‘. Lei continua, ma la mia mente si ferma a quella parola… stampella. L’apoteosi della malattia, cazzo! Pelata e zoppa. Mamma e oncologa parlano di me immagino… stampella. Davide cosa dirà ora? Pure questa gli tocca digerire. Si parla di esami da fare, eventuali radio terapie, tac total body e non so che altro, più tardi lo chiederò a mamma. Stampella. Resto li con la testa, eh no! Mi do due sberle morali e cerco di interessarmi al mio futuro. Nella solita stanza si passa dalla raffica di domande di mamma alle anche mie, fino ad un silenzio assordante. Un silenzio che serve a mamma per ricaricarsi e fare la domanda successiva, a me per incassare la risposta che in genere non mi soddisfa mai.

Frastornate, usciamo dalla stanzetta… mamma è preoccupata, io non so come sto. Sto da stampella, ecco. Golia non sta arretrando come credevo. La mente non si sposta dalla stampella. Poi penso che sto peggiorando. Penso a quand’è l’ultima volta che son stata bene, percorro i mesi indietro, fino ad arrivare ad un anno fa. Io sono quella che al momento di preparare la valigia per le vacanze, si è sempre portata dietro uno o due beauty per le medicine: più medicine delle scarpe, sempre. E mi girano i coglioni. Stampella. Devo restar calma, accettare anche questo dispetto che la malattia mi regala. ‘È per un periodo, hai un’altra scusa per non far niente’ provo a convincermi, ma non regge, io voglio fare! Ho le forze per fare, ma a quanto pare le mie metastasi non ne vogliono sapere perché ogni passo per me è una sofferenza. La volontà c’è, il corpo no. Non siamo ancora sincronizzati.

La visita continua. ‘Hai i globuli bianchi molto molto bassi e la puntura per i fattori di crescita non te la possiamo fare, perché andrebbe a stimolare il tuo midollo osseo già indebolito, andando incontro a complicanze. Speriamo si alzino da soli, così da non dover spostare la chemio’ ci spiega il medico. La notizia della stampella era troppo poco a quanto pare. Che rabbia! Devo aspettare i prossimi esami per scoprirlo: 5 lunghi giorni, martedì saprò se potrò fare la terapia o se dovrò rimandarla, cosi penso a cosa posso fare per aiutare i miei globuli. Mi rivolgo ad internet e alle mie chemio-amiche: come da suggerimenti mangio mandorle, noci, nocciole, melone, delle tremende rape rosse e perfino le carote che odio. Servirà a qualcosa?

Papà subito si attiva per trovarmi le stampelle, provo a camminarci… la sensazione è che sembri tutto peggio di ciò che in realtà è. Ma eseguo l’ordine dell’oncologa. Raffaele corre da me nella sua pausa, è preoccupato ma come sempre fiducioso e rassicurante, organizza subito pure un sushi con mia sorella. Mi devo organizzare anch’io, per cui con papà, in una mattina, mi faccio la tessera dell’autobus invalidi: meno scooter più autobus! Continuo a sgranocchiare noci e nocciole, a consumare frutta con la buccia arancio… fermi tutti, il sushi non c’era scritto da nessuna parte che stimolava i globuli bianchi! Ehmm… decido di stare due giorni in totale riposo. Trascino così mia sorella a guardare Breaking Bad, una serie tv vista già 4 volte, ma nuova per lei. Giulia fa del suo meglio credo, cucinando per me, stirando e facendo la spesa. Ma soprattutto restando divanata con me, a bere centrifughe il sabato sera.

Lunedì rifaccio gli esami e parlo col mio sangue: ‘Bello mio non fare scherzi, che sennò Golia ci caga in testa. Tua Fra’. Sta cosa del parlare con varie parti del mio corpo o con le sostanze che da esso verranno ingerite mi sta sfuggendo di mano, vero? Il giorno seguente scopro che la mia minaccia si è rivelata utile: tutti i valori si son alzati e mercoledì si parte con la terza chemio! Sono euforica, non ti do spazio Golia! Merito di chi o cosa? Alimentazione? Riposo? Un mix dei due? Sarebbe andata comunque così? Ho davvero il potere di parlare al sangue e lui di ascoltarmi? Scusate, sto scrivendo sotto cortisone… deliri chemioterapici! Forse che un po di culo me lo merito anche, va’…

Sono, dovrei essere (meglio riformulare) a metà strada. 3 su 6 chemio. Il mio cervello lavora sempre, ho mille domande per la testa che restano prive di risposta. Cosa comporta avere le metastasi ossee? Che vita mi aspetta? Che qualità di vita, se fino a ieri avevo bisogno di una stampella per reggermi? Ho parlato per due mesi con tre oncologhe e nessuna di loro è mai stata chiara. Ho bisogno di sapere quanto può incidere l’esercito di Golia in questa storia, e commetto un errore tremendo: cerco la risposta in internet. Due anni, se hai culo 5. Rarissimi i casi di sopravvivenza superiori ai 10 anni. Quella sera c’è il mio corpo a far presenza per gli altri, ma la testa è partita. Sono invasa dall’ansia, distrutta dalla tristezza e arrabbiata con me stessa per non aver rispettato il tacito patto fatto tra me e me ‘Lontana da internet’. Ho un’immediata e sorprendente voglia di sposarmi all’istante. Vorrei incollarmi Davide addosso per non perdermi un attimo della sua colorata vita. Penso alle cazzate dietro le quali ho speso tempo ed energia in passato, questioni che sembravano vitali, ma che in realtà mi han indebolita e incattivita. Non solo i farmaci hanno un peso diverso, ogni pensiero e ogni frase ha acquistato una nuova importanza ora, perché la vita è davvero preziosa. Ma io pretendo ancora una risposta alla mia domanda, seppur brutta, voglio sapere.

A chi posso vomitare sta roba addosso? In parte ai miei, un po’ a Chiara, tutta su Raffaele che mi calma, e fa riflettere: ‘Sei realmente in grado di fronteggiare una risposta del genere? Ne hai bisogno ora? Non scatenerebbe ulteriori ansie? Non preferisci aspettare di vedere come Golia risponde ai vari attacchi?’. Non fa una piega. E lascio andare i brutti pensieri, le ansie e le paure. Non sono sola. C’è il mio splendido lui che, non so come, riesce a restar lucido. E poi c’è il mio piccolo lui, che nelle giornate in cui sta dal papà mi chiama ogni giorno per assicurarsi che non sia da sola, che mi chiede come sta la gamba, il braccio e il seno. Vuole le coccole, le mie mani addosso le sue. Non è tranquillo, fa domande sulla vita e sulla morte. Lui come me non vuol ascoltar bugie, ma solo verità. Vuole sapere dei miei farmaci e così documento tutto con foto e video. ‘Mamma ti voglio bene, dammi la mano’ e testa contro testa ci abbandoniamo a pensieri non così tanto diversi… ne sono certa. Stai con me mio piccolo eroe, stiamo andando nella direzione giusta!”

2 pensieri su “Diario di una donna col cancro, la stampella e l’attimo fuggente

  1. Dai Francy! Non farti deprimere dal passato e non farti spaventare dal futuro ma vivi e “gusta” la vita momento per momento. Ama! E lasciati amare! È un’ottima terapia insieme a tutti gli intrugli e farmaci vari…Ho capito che hai a fianco un preziosissimo alleato, anzi due: il tuo compagno che divide con te “salute e malattia” e il tuo cucciolo che ti fornisce la forza di un leone per combattere questo Golia. Io ho sempre pensato che sia che vada a finire bene o che vada male non posso lasciarmi rubare ciò che adesso nessuno mi può togliere: assaporare ogni momento!
    La vita acquista all’improvviso un valore e una ricchezza che senza la malattia mai avremmo immaginato, perciò non ne possiamo sprecare neanche un nano-secondo!!!
    Allora continua così, non angustiarti per ciò che non riesci più a fare, rispetta il tuo povero corpicino con la certezza che ciò che più conta è esserci, non solo ciò che riesci a fare!!!!
    Ti abbraccio con immenso affetto, ti sono vicina vicina, nella lotta e nella speranza. Martina

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