La parola al dottore: Tempo di carciofi (Cynara scolymus)

Torna la rubrica La parola al dottore, del nostro carissimo dottor Ernesto Deiana pronto a darci sempre dei nuovi consigli.

” Non tutti sanno che ne esistono ben novanta varietà. Buoni da mangiare sia crudi, sia cotti ed usati nell’alimentazione umana fin da tempi antichissimi, ai carciofi si attribuivano empiricamente molte proprietà salutifere. Esse sono state successivamente confermate e giustificate dai nutrizionisti e dagli erboristi, sulla base dei dati chimico-analitici relativi ai numerosi principi attivi in essi contenuti. A renderli ancora più appetibili si aggiunge un trascurabile apporto calorico: le loro 22 calorie per etto li rendono adatti anche ai regimi a basso tenore calorico. Sono ricchissimi di fibre alimentari: circa 5,5 grammi per 100 grammi della loro parte edibile, che rappresentano circa un  quarto della quantità di fibra alimentare consigliata quotidianamente. E sappiamo bene quanto tale assunzione sia utile, poiché agisce contemporaneamente in vari modi: regola le funzioni dell’intestino prevenendo la stitichezza, modula l’assorbimento dei carboidrati, contribuendo in tal modo a contrastare un picco glicemico elevato e limita quello dei grassi e del colesterolo.

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I carciofi sono anche una buona fonte di minerali, come calcio, ferro (110 mg/etto che però, come anche nel caso degli altri vegetali è scarsamente assorbibile; il suo assorbimento, però, aumenta notevolmente se condite l’insalata con il limone), potassio (376 mg/etto), magnesio; e di vitamine come A, B1, C, acido pantotenico e acido folico. Quest’ultimo è indispensabile durante la gravidanza per la prevenzione di alcune gravi malformazioni del feto. Non meno abbondanti sono le sostanze antiossidanti, capaci di combattere gli effetti dei radicali liberi. Il polisaccaride maggiormente rappresentato nei carciofi è l’inulina, ben tollerata anche dai diabetici. Da sempre si attribuiscono ai carciofi proprietà coleretiche (che favoriscono, cioè, la produzione della bile) e colagoghe (che ne favoriscono la naturale migrazione verso il duodeno). Esse sono dovute alla presenza della cinarina. Agli steroidi si deve invece un tenue (e comunque transitorio) abbassamento del colesterolo cosiddetto cattivo (LDL). Cinarina e steroli, però, vengono distrutti dalla cottura. Se volete usufruire dei loro vantaggi, mangiate carciofi crudi. Avvertimento per le neo-mamme: durante l’allattamento i carciofi possono disturbare la produzione del latte.”

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