Diario di una mamma sclerotica: finalmente a casa…

La nascita del proprio figlio è sempre il giorno più bello della vita, ma se appena nato lo trasferissero in una terapia intensiva neonatale e il bambino stesse lottando per la sua sopravvivenza come vi sentireste? Questa è quello che ho provato io e come me tante altre mamme che hanno avuto i loro bimbi in bilico tra la vita e la morte. Per chi è la prima volta che apre il mio diario vi consiglio di leggere alcuni articoli , almeno quelli collegati in modo da capirci qualcosa:

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…….I giorni passano ancora, Chry mangia da solo, sta bene e la sua saturazione è buona, non ha più avuto segni di infezione, insomma va tutto bene ed io inizio ad essere sempre più impaziente di portarlo a casa.

Inizio a chiedere notizie ai medici, mi dicono che se tutto và bene lo posso portare a casa venerdi.

Non sono sicurissimi ma è già qualcosa.

Mi dicono che dipende tutto dall’oculista ma comunque di iniziare a mettere il seggiolone in macchina.

Sono felicissima anche se non mi voglio illudere, d’altronde in terapia intensiva non si sa mai.

Arriva venerdi, il giorno tanto atteso, arrivo in ospedale senza farmi troppe illusioni, non sappiamo nulla nemmeno della visita oculistica.

Entro nella sala dove c’è Chry, lui dorme, come sempre.

A un certo punto entra nella stanza Dottor Zurrida, il medico che c’era quando hanno ricoverato Chry, e mi dice “ Pronta per portarlo a casa?” , lo guardo con gli occhi sgranati, ancora non ci credo.

Mi spiega che prima della dimissione dobbiamo fare un colloquio dove mi spiegherà un po’ tutto ma che oggi Chry sarebbe uscito da li.

IO non ci credevo ancora, guardo sorridente le mamme che a loro volta mi guardano e sorridono con i loro bimbi fra le braccia.

Il colloquio dura circa un ora e mezza , inizia dicendomi una cosa che non dimenticherò mai “ Abbiamo passato tante giornate insieme, ormai siete abituati a vederci ogni giorno ma ora prendete questa esperienza e dimenticatevi di noi, di questo posto, di tutto ciò che è successo qua dentro.”.

Guardo Dottor Zurrida e penso che non mi potrò mai dimenticare di loro, hanno salvato il mio bambino, seguono una serie di raccomandazioni sul primo mese del bimbo che mi metteranno veramente in cattiva luce con amici e parenti, tipo limitare le visite il minimo indispensabile, far entrare tre persone alla volta, ecc…, ma pazienza è per la sua sicurezza.

Finito il colloquio mi dirigo verso la culla di Chry, guardo le altre mamme, compagne di avventure, loro sono felicissime per noi, io mi chiedo ancora quanto tempo loro dovranno stare li e soprattutto se le rivedrò mai.

Un’infermiera mi prende Christian lo stringe fra le sue braccia e mi dice che gli fa fare il giro dei saluti e, come una processione con l’infermiera e Chry capofila, escono dalla stanza per fare tutto il giro del reparto, passano attraverso ogni culla, per ogni stanza con sempre più gente dietro, gli guardo e mi vengono le lacrime, tutte le persone che si sono prese cura del mio bambino, tutte le persone che lo hanno consolato, accudito, amato al posto mio sono in fila per salutarlo, come se fosse un piccolo corteo di carnevale, disobbediscono a tutte le loro regole, lo toccano, lo prendono in braccio e lo baciano per la prima volta e si spera l’ultima.

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Le mamme ridono a qualcuna scende qualche lacrima, è un addio.

La sfilata con il mio piccolo Chry gira tutto il reparto, non saltano nemmeno una stanza, nemmeno una persona.

Con amore mi rendono il mio bimbo , guardo l’infermiera e la ringrazio per essersi presa cura del mio bambino, lo metto nell’ovetto e mi dirigo verso l’uscita, ma…..mi fermo davanti alla porta aperta della sub intensiva, dove un’infermiera passeggiando tra le culle dei prematuri canta una ninna nanna, lei non si accorge del mio sguardo e io sorrido, per l’amore, per la dedizione che queste persone mettono nel prendersi cura dei nostri cuccioli, e in quel momento sò che non poteva essere in mani più sicure delle loro.

Esco dalla terapia intensiva e chiudo la porta alle mie spalle, è finito , finalmente la mia vita da mamma ha inizio.

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Ormai sono passati tre mesi dal quel giorno, Christian cresce,ride e gioca come tutti i bimbi ma non dimenticherò mai chi con amore, professionalità e pazienza si è preso cura di lui, di noi, della nostra famiglia.

Le terapie intensive neonatali sono dei posti orribili dove succedono cose spaventose delle volte ma sono anche posti dove succedono miracoli, posti dove dei professionisti giorno e notte amano , piangono, ridono, si impegnano, pregano e fanno di tutto perché quelle dolci vite che hanno fra le mani si salvino.

Noi personalmente vogliamo ringraziare la terapia intensiva del Policlinico di Monserrato, tutti i medici, gli infermieri,gli oss, gli specializzandi, i tirocinanti, la donna delle pulizie e  tutti quelli che nel loro piccolo hanno fatto si che Chry tornasse a casa.

Voglio anche ringraziare l’ospedale di San Gavino, più precisamente il reparto di ostetricia per essersi preso cura di me, per gli abbracci quando ero giù, per la forza e le cure e il nido per l’impegno che hanno messo per tenere un ponte diretto con il policlinico, per avermi ascoltata, capita e amata.

Alla Dottoressa Pagliara per avermi seguito durante la gravidanza con rigore e amore, per avermi tenuto testa nei momenti critici, a Dottor Ennas per aver fatto nascere il mio piccolo Chry, a tutti i medici e gli infermieri che mi hanno trattato come una figlia.

Alla Dottoressa Limongelli per la sua dedizione nel suo lavoro, alla Dottoressa Porcella per il suo amore e i suoi sorrisi, alla Dottoressa Sequi per aver capito subito che Chry stava male e averlo portato in terapia intensiva, per averlo seguito anche dopo e averlo salvato, a tutte le infermiere, le ostetriche che ogni giorno lavorano con amore e pazienza perché un piccolo reparto di un piccolo ospedale non venga chiuso.

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A mia mamma che mi ha seguita supportata e sopportata e a mio marito che ha iniziato la sua avventura di papà a capofitto in un reparto particolare ma che oltre tutto è riuscito a cavarsela.

Grazie a tutti di cuore.

Federica, Ivan e Christian , alle prossime puntate del mio diario.

 

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